I tormenti del Pd, Pirisi: «Niente ordini»
Opposizione all’attacco di Bruno dopo il rinvio del consiglio comunale: «Meglio il commissario»
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ALGHERO. Mimmo Pirisi non ci sta. Il sindaco Mario Bruno è alla ricerca di una nuova maggioranza in vista del 18 agosto o, alla peggio, per venti giorni dopo. Il capogruppo del Pd si sfila. Con uno stile comunicativo diverso da quello usato per mozioni e ordini del giorno, decisamente più ispirato, Pirisi precisa da facebook che «io sono saldamente nel Pd e del Pd, e insieme ai militanti Pd faccio politica». Se certe sue azioni o parole hanno fatto pensare a un disgelo verso il governo cittadino, magari in nome di un senso di responsabilità evocato da qualche alto graduato del partito a livello territoriale o regionale, il consigliere di opposizione chiarisce che «non prendo indicazioni o ispirazioni da altri se non dalla mia coscienza e dal mio partito, e non appartengo a nessuna corrente in particolare». Insomma, lui è del Pd e il Pd è uno solo. Punto. Resta da chiarire, va bene anche tramite i social, una frase buttata lì tra i commenti. «Il partito tutto prenderà certamente la stessa decisione, anche se questo potrà essere doloroso – dice Pirisi – il bene della città per noi è prioritario». Qual è la decisione dolorosa che il partito, nella sua interezza, assumerà per il bene della città? Commissariamento o no? Entrare in maggioranza o no? La verità si nasconde ancora dietro retroscena, incontri segreti, trattative. Ma darne conto, per Mimmo Pirisi, «non è informazione ma politica», come sentenzia. Più netta la posizione del segretario democratico cittadino, Mario Salis. «La scelta dell’Udc certifica la fine della strana coalizione di sinistra-centro-destra messa su da Bruno per vincere le elezioni, ma non per governare», dice Salis. Per lui sono mancate «progettualità e prospettiva politica», perciò «il Pd e i due consiglieri comunali, vista l’oggettiva mancanza di una maggioranza e l’imposibilità di amministrare, chiede al sindaco di dimettersi per uscire da questa palude e consentire alla comunità di esprimersi democraticamente per la scelta di una nuova amministrazione». Sulla stessa lunghezza d’onda Emiliano Piras e Maria Grazia Salaris di Ncd, Stefano Lubrano di Patto Civico e Mario Conoci del Psd’Az. «Mario Bruno e i suoi si occupano della propria sopravvivenza, non della città – attaccano – il progetto politico è fallito per l’incapacità a far coesistere anime e obiettivi opposti». Quanto al commissariamento, «Mario Bruno nel 2013 diceva che era meglio il commissario anziché galleggiare, oggi lui e i suoi accoliti ribaltano la situazione, ma il commissario solleverebbe Alghero da questa agonia che dura ormai da troppo tempo». Insomma, «Bruno se ne faccia una ragione, a ogni sindaco il suo commissario». (g.m.s.)
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