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Alghero

Mario Bruno insiste: «La ricucitura col Pd è la scelta naturale»

di Gian Mario Sias
Mario Bruno insiste: «La ricucitura col Pd è la scelta naturale»

«L’amministrazione commissariale non è il massimo»  Attesa per le mosse della segreteria regionale del partito

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ALGHERO. La trattativa c’è. Tanto che della “questione Alghero” si occuperà direttamente Giuseppe Luigi Cucca. Per il segretario regionale del Partito democratico, la crisi del Comune di Alghero è una faccenda del Pd, abbastanza da occuparsene di persona. Ma non adesso. Cucca è in vacanza e ci resterà sino al 20 agosto. Se ne riparla dopo. La crisi sarà aperta formalmente solo quando il principale interlocutore del sindaco Mario Bruno potrà trattare. Sino a quel momento non succederà nulla. Ma dopo Ferragosto la pax democratica è una possibilità fondata. Enrico Daga, Mario Salis, Cicci Peis e lo zoccolo duro della dirigenza di via Mazzini restano contrarissimi, hanno un pessimo giudizio di questa amministrazione e non hanno accettato quello che nel 2014 vissero come un tradimento. Con la discesa in campo di Giuseppe Luigi Cucca tutto torna. Anche i conti. Il consiglio sarà convocato il 18 agosto e prevedibilmente non ci sarà una maggioranza. Bruno si dimetterà. Per convocare il consiglio entro il 12 settembre, ultima data utile per approvare il rendiconto di gestione del 2016, dovrà essere di nuovo in sella da cinque giorni. Immaginando una prima convocazione per l’11 settembre, Bruno dovrà ritirare le dimissioni il 6, venti giorni dopo averle presentate. Una “exit strategy” ben studiata e condivisa. Anche perché a nessuno, ai vari livelli del Pd, sfugge che il 25 settembre scade il tesseramento, e a ottobre ci saranno il congresso provinciale e cittadino, e in primavera le elezioni politiche. Insomma, argomenti su cui ragionare e fare pace, secondo le colombe democratiche di Alghero, Sassari e Cagliari, non ne mancano. E poi a breve dovrebbero liberarsi un posto nel cda di Fondazione Alghero e la presidenza del Parco regionale di Porto Conte: Efisio Scioni e Gigi Cella, che li occupano attualmente, sono diretta emanazione dell’Udc, che non fa più parte della coalizione. Il sindaco Mario Bruno di tutte queste cose non parla. Tira avanti. «Le giornate proseguono con grande intensità, siamo pieni di impegni e di scadenze, avremo anche fatto errori, ma stiamo facendo la nostra parte per la città ed è giusto portare avanti il mandato, ma non a tutti i costi», dice. «L’amministrazione commissariale non è il massimo per Alghero – aggiunge – perciò mi rivolgo principalmente al Pd, senza eludere quelle ferite mai rimarginate, i tentativi di ricucitura non riusciti, forse con degli sbagli anche da parte mia, ma è la strada più naturale per la fine dell’amministrazione e anche in prospettiva futura». Lo chiede anche la gente. «I turisti trovano la città migliore e ci dicono di andare avanti – confida – e molti algheresi, al di là di appartenenze e giudizi sul nostro operato, ci chiedono di evitare il commissariamento». Andare avanti è un’ambizione anche sua personale. «Abbiamo programmato tanto e ora dobbiamo raccogliere i frutti – insiste – dai 3 milioni e mezzo per le scuole ai quasi 4 per l’istituto di via Tarragona con auditorium musicale, dai 10 milioni e mezzo per la circonvallazione alla riqualificazione della sede comunale di via Columbano, dagli oltre 2 milioni della nuova piscina ai 3 per la progettazione e l’appalto dell’ex cotonificio di via Marconi, senza trascurare il nuovo corso della raccolta differenziata». Da settembre in poi, se ne occuperà ancora lui?

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