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Pd-sindaco: tregua in vista delle elezioni

di Gian Mario Sias
Pd-sindaco: tregua in vista delle elezioni

ALGHERO. Nessuna alleanza. Chiedere a Mimmo Pirisi e, soprattutto, a Enrico Daga, di trasferirsi tra le ridottissime schiere della maggioranza – se così si può dire – è troppo. Neanche i più...

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ALGHERO. Nessuna alleanza. Chiedere a Mimmo Pirisi e, soprattutto, a Enrico Daga, di trasferirsi tra le ridottissime schiere della maggioranza – se così si può dire – è troppo. Neanche i più ottimisti supporter del sindaco Mario Bruno immaginano un accordo del genere. Del resto, l’anima del Pd algherese, dal segretario Mario Salis al “veterano” Cicci Peis, non brinda all’idea di riabbracciare l’attuale sindaco. Lo strappo del 2014 e la bocciatura del lavoro fatto in questi tre anni pesano sulla determinazione dei democratici di via Mazzini a tenere le distanze da Bruno e i suoi. Tuttavia, piaccia o meno a Daga, a Salis, a Peis, a Pirisi e agli altri, gli elementi per un patto di non belligeranza ci sono tutti e fanno dormire sonni tranquilli al primo cittadino, che non sembra affatto preoccupato dall’avvicinarsi dell’11 settembre, quando il consiglio si riunirà per approvare il conto consuntivo del 2016: un’eventuale bocciatura segnerebbe la fine dell’era Bruno a Porta Terra e imporrebbe l’arrivo del commissario regionale. La serenità che il sindaco ostenta dai social, ma anche in giro per la città e negli incontri pubblici cui ha preso parte dopo la breve pausa ferragostana, lasciano dedurre che l’accordo è prossimo. In autunno, il Pd celebrerà il congresso cittadino e quello provinciale. Poi inizieranno le grandi manovre in vista della composizione delle liste per le elezioni politiche, che si celebreranno in primavera. Nel Pd è chiaro a tutti che arrivare a tali appuntamenti in questa situazione in una delle piazze isolane più importanti non giova a nessuno. I detrattori di Mario Bruno, dentro il Pd, non sono pochi. E neanche quelli che non lo vorrebbero tra i piedi mentre si decide chi candidare per Roma. Anche questo è un argomento forte a favore del sostegno democratico alla prosecuzione del mandato amministrativo: se continuerà a fare il sindaco, Bruno non sarà candidato di sicuro. Altrimenti, è tutto da dimostrare quanto valga ancora l’espulsione dal partito, disposta tre anni fa dai vertici cittadini del Pd. Si delinea dunque la possibilità di un accordo sottotraccia. Se non sarà determinante per il numero legale, è probabile che il Pd sia meno tranciante nei confronti del consuntivo 2016. Determinante sarà, alla fine, quel che deciderà di fare Alessandro Nasone. Posto che Linda Oggiano sembra orientata a restare con la maggioranza e votare a favore del documento contabile, anche Nasone – che era presente in aula anche lo scorso 25 agosto con tutta la coalizione di Bruno, mentre l’opposizione era assente, e sono stati approvati altri provvedimenti in scadenza – l’ex Upc sembra sempre più vicino al Pd. Il suo ingresso e una sua eventuale ricandidatura dipenderanno anche dal ruolo di “pontiere” che eserciterà l’11 settembre. Data che ad Alghero non fa paura.

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