Crisi, il Pd è l’ago della bilancia
Tra una settimana il voto sul conto di gestione decisivo per il futuro della giunta
2 MINUTI DI LETTURA
ALGHERO. Il countdown è partito, tra una settimana il consiglio comunale di Alghero si riunirà in seconda convocazione per l’approvazione del conto di gestione dello scorso anno. Il documento contabile, che insieme al bilancio di previsione rappresenta uno degli atti fondamentali della vita di un’amministrazione e serve per pesare la coerenza tra impegni presi e risultati ottenuti, tra costi sostenuti e benefici assicurati alla comunità, per una serie di vicissitudini politiche e giudiziarie che hanno reso incandescente l’estate algherese rischia di passare in secondo piano. Il fatto che si arrivi a questo appuntamento alla vigilia della scadenza della diffida della Regione, che non attenderà oltre il 12 settembre per commissariare il Comune in caso di bocciatura del bilancio consuntivo, ha trasformato l’appuntamento in una vera e propria resa dei conti, un referendum politico sul sindaco Mario Bruno, che in assenza di una maggioranza numerica accertata ha deciso di sfidare l’aula e di lavorare sotterraneamente per trovare i numeri necessari per andare avanti. Di fatto il consuntivo è diventato uno degli argomenti più gettonati dell’estate in Riviera del corallo, trasformandosi in tema di conversazione da spiaggia e da bar. Ma quale sia il suo contenuto non lo sa praticamente nessuno. L’unica cosa che conta è che dal via libera o meno dell’aula di via Columbano dipenderà il destino del mandato amministrativo in atto. Ecco perché, anziché i numeri contabili, interessano molto di più i calcoli sui consiglieri che voteranno a favore o contro. Secondo molti, l’ago della bilancia potrebbe essere il Partito democratico. Se la sicurezza ostentata da Mario Bruno anche in questi giorni, a una settimana appena da un appuntamento così delicato, dipende dalla certezza che alla fine il suo (ex?) partito lo sosterrà, si tratta di una certezza mal riposta. È vero, a Sassari si litiga furiosamente e cresce il fronte dei democratici locali e regionali che ritiene che non si possa andare avanti divisi, soprattutto in vista dei congressi provinciale e cittadino e delle elezioni politiche della prossima primavera. Ma al momento i dubbi non hanno intaccato le certezze dei democratici cittadini: dal segretario Mario Salis al gruppo consiliare, dalla direzione alla base, il no al bilancio consuntivo è dato per certo e inevitabile. Proprio come bocciatura del mandato amministrativo e dei risultati ottenuti in tre anni, trascorsi dal Pd all’opposizione, in compagnia del centrodestra e del Movimento Cinque Stelle. Chi salverà le cose? (g.m.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google