Enzo Favata: «A Maria Pia grande polo della cultura»
di GIan Mario Sias
Si riapre il dibattito sul Palazzo dei Congressi. Pioggia di proposte Per Enrico Daga (Confcommercio) si deve puntare sul turismo di lusso
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ALGHERO. L’ultima volta che si era parlato approfonditamente del Palacongressi, un anno fa, il dibattito si era concentrato su Maria Pia e sul destino urbanistico dell’area, da sempre nelle mire di chi vorrebbe realizzare lì i posti letto che mancherebbero al fabbisogno di Alghero. Era emerso il disegno dell’amministrazione di fare del Palacongressi una struttura a supporto di un polo alberghiero da realizzare intorno. Enrico Daga, politico, attuale consigliere comunale del Pd, imprenditore nel settore turistico e della ristorazione, presidente provinciale degli esercenti pubblici di Confcommercio, aveva proposto di non esagerare con i posti letto, ma di realizzarne quel tanto che bastavano a rilanciare quella struttura nata per il turismo congressuale, costruendogli attorno stanze di lusso, con ogni confort, e servizi benessere, ristoranti e tutto quel che serve, facendo finire l’area congressuale nella “pancia” della struttura. La discussione si era fermata prima di iniziare, ma a distanza di oltre un anno la trattativa avviata da Regione e Comune per il possibile passaggio di proprietà ha rianimato il dibattito. A scatenarlo, ancora una volta, è stato Enrico Daga. Su facebook, con provocatorio riferimento anche all’attuale situazione politica cittadina, ha scritto che «ho la soluzione per il palazzo dei congressi, altro che demolizione, ne parleremo alla prossima campagna elettorale». Il sasso gettato nello stagno ha smosso le acque: improvvisamente, hanno iniziato a piovere idee. C’è chi propone di farne una sede per «l’Accademia dell’artigianato sardo, con laboratori di tessitura, ceramica, intaglio del legno, lavorazione del ferro e della pietra», chi suggerisce di trasformarlo nel «palazzetto delle più di cento associazioni di volontariato di Alghero», chi vorrebbe «una spa, un centro benessere fitness e sport fronte mare», sul modello del Geovillage di Olbia, chi guarda a Cagliari e all’esempio del T Hotel. «Con oltre 5mila eventi tra congressi nazionali, conferenze internazionali, vertici ministeriali, seminari e meeting, è in grado di soddisfare le più elevate esigenze del segmento congressi a livello mondiale, generando un indotto non indifferente», chi vorrebbe «un cinema multisala 3d» e chi propone «un acquario nelle sale interne e il delfinario nella zona dell’anfiteatro all’aperto». Tra le tante si fa largo la proposta del musicista Enzo Favata, per il quale il Palacongressi «sarebbe una grande macchina culturale e artistica, finanziabile con fondi provenienti da progetti europei, ministeriali e regionali». Come spiega lui stesso, «il palazzo dei congressi ha all’interno due spazi teatrali, uno da 800 posti e l’altro da 200, e fuori un’arena che accoglie 3mila persone». Non solo. «La struttura ha ampi spazi espositivi tra il foyer e gli spazi laterali, nei vari piani – prosegue l’artista algherese – all’ultimo piano c’è uno spazio panoramico da dedicare alla ristorazione, mentre nei seminterrati, oltre al magazzino, troverebbero spazio sale prova attrezzate, noleggiabili». Il Palacongressi diventerebbe un grande centro culturale, sulla falsariga di quel che già esiste in altre località a forte vocazione turistica, e anche un luogo di incontro, tanto più che «in estate gli spazi esterni potrebbero diventare un importante polmone di aggregazione». Il dibattito è riaperto.
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