Il centrodestra prepara l’assalto a Porta Terra
di Gian Mario Sias
Marco Di Gangi (Azione Alghero) chiama a raccolta una parte dell’opposizione Bacchettate anche alla minoranza concentrata sulla critica a Mario Bruno
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ALGHERO. «Mettiamoci subito a lavorare per la messa a punto del comune progetto di buona amministrazione della città, capace di ridare slancio alle speranze e alle aspettative degli algheresi e alla nostra città un futuro fatto di benessere, valorizzando pienamente tutte le sue vocazioni e potenzialità». Marco Di Gangi getta il sasso nello stagno del centrodestra. Il presidente di Azione Alghero esce allo scoperto. Il vice coordinatore regionale di Energie per l’Italia fa il primo passo. «Oggi Bruno, e domani?», è la domanda dalla quale parla l’ex assessore provinciale del Turismo. Dopo una lunga pausa di riflessione, Marco Di Gangi è tornato a fare politica da un paio d’anni e ora si mette a capo di un tavolo di lavoro e invita «le opposizioni capaci e motivate, oggi più che mai, a proporre agli algheresi un progetto alternativo a quello attuale, ampiamente fallimentare», è la bordata nei confronti di chi «dal 2012, da ben cinque anni, ha prima tradito il proprio sindaco sfiduciandolo e poi è riuscito a essere eletto a tale carica, perpetrando il fallimento e ricorrendo a ogni espediente pur di galleggiare», come dice riferendosi al sindaco Mario Bruno. L’arringa di Di Gangi, che somiglia molto un’autocandidatura alla successione del sindaco sullo scranno di Porta Terra, impone a tutte le forze del cosiddetto centrodestra, ma non solo, di giocare a carte scoperte. Sinora le opposizioni hanno nicchiato, traccheggiato, temporeggiato e fatto finta di niente. Concentrati sulla critica all’attività dell’amministrazione, Forza Italia, Nuovo Centrodestra, Psd’Az, Patto Civico, Riformatori e Udc, che si è sfilato dalla coalizione di centrosinistra e sembra propenso a rientrare nell’area politica cui è sempre appartenuto, non hanno ancora avuto il coraggio di parlare di futuro. Niente programmi, niente progetti, niente alleanze. Niente nomi. L’uscita di Di Gangi, più che una tirata d’orecchie a Mario Bruno, che non si sente dire niente di nuovo, è un vigoroso battito di mani in faccia a chi dorme o fa finta di dormire. Perché di aspiranti sindaci ce ne sono parecchi, anche nelle file dell’opposizione, ma nessuno lo ammette pubblicamente. A meno di due anni dalle amministrative, secondo l’esponente di Energie per l’Italia è giunta l’ora di iniziare a parlarne. A partire dal suo auspicio, ovvio, che l’amministrazione Bruno possa finire anche prima. «Quest’amministrazione arranca, fa fatica a gestire l’ordinario, è in ritardo su tutto, la maggioranza annaspa, la giunta è dimezzata, da mesi mancano tre assessori su sette, la struttura è destabilizzata da frequenti e insensate riorganizzazioni, e tutto inesorabilmente ricadrà sulle spalle di chi succederà», dice Marco Di Gangi.
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