Il Pd va alla resa dei conti Salis: «Bruno ha fallito»
di Gian Mario Sias
Il segretario cittadino del Partito democratico boccia l’operato della giunta Alla vigilia del congresso si scaldano gli animi: «Noi siamo la vera alternativa»
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ALGHERO. «Queste 456 tessere nuove premiano quanto fatto in questi anni». Il segretario cittadino del Pd, Mario Salis, parla poco. Se non viene interpellato, sa stare al suo posto. Ma se apre bocca, non le manda a dire. Per esempio, sui dubbi che il boom di tessere del Pd algherese preluda a un congresso cittadino da regolamento di conti, lui è netto. «Se iscriversi a un partito è una cosa seria, come io ritengo, e se il partito ha saputo attrarre tante adesioni, evidentemente esce rafforzata la condotta tenuta in questi anni dai banchi dell’opposizione – dice Salis – congresso o meno, sappiamo di dover proseguire a essere coerenti con il nostro programma, le nostre idee». Nel Pd non sono previsti più di due mandati come segretario di circolo, ma ancora non c’è il nome del suo successore. «Prima di tutto serve una discussione programmatica, e poi questo aumento imporrà una riflessione allo scopo di fare una scelta unitaria», dichiara il segretario democratico di Alghero. «Celebreremo il congresso entro il 22 ottobre, in questi giorni i segretari di circolo e la direzione provinciale si riuniranno e calendarizzeranno – prosegue Salis – ci interessa continuare a lavorare per l’unità del partito, vogliamo confrontarci sui progetti, abbiamo una nostra idea di città e lo confermano le iniziative assunte in questi anni». Tesseramento e congresso, inevitabilmente, ripropongono il tema del rapporto tra il Pd e il sindaco Bruno. Salis è lapidario, nel vero senso della parola. «L’operato di questa amministrazione è sotto gli occhi di tutti, il nostro giudizio si limita ai fatti, a iniziare dalla considerazione che se si parte con un gruppo numericamente molto forte e si arriva a pezzi, al culmine di un processo continuo di disgregazione – valuta il segretario – lo stato fallimentare del progetto amministrativo è palese, e non ci fa piacere dover dire che l’avevamo detto, che eravamo alternativi a questo progetto, non c’è niente da gioire». Secondo il teorema di Mario Salis, il Pd ha mostrato attraverso l’operato della giunta Bruno che l’impalcatura del progetto in atto era fragile e sbagliata. Ora il partito si aspetta di passare all’incasso. «Posto che la disgregazione in atto nella coalizione di maggioranza non ha nulla a che vedere con l’attività del partito, che noi ci consideriamo alternativi a questo fallimento e che siamo critici verso l’amministrazione – aggiunge – non ci sono ostilità e preclusioni, perché noi non siamo in guerra contro nessuno». Un’apertura dettata da due esigenze che Salis rivendica. «Le nostre politiche sono di sinistra, se ne deve prendere atto – conclude – così come si deve prendere atto di questo fallimento in atto per un progetto di cui non facevamo parte».
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