L’opposizione: «Subito in aula»
Nuova bagarre in Comune. La minoranza si conta e chiede chiarezza a tutti
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ALGHERO. «Questa amministrazione è decotta e si sottrae all’aula per evitare l’accertamento della propria inconsistenza numerica, si convochi urgentemente il consiglio e ogni gruppo dichiari apertamente e pubblicamente il proprio sostegno o meno all’amministrazione Bruno». Firmato «tutti i consiglieri che si riconosco all’opposizione».
È la richiesta che dodici degli inquilini della più alta assise cittadina hanno rivolto al presidente del consiglio comunale, Matteo Tedde, al sindaco di Alghero, Mario Bruno, e al prefetto di Sassari, Giuseppe Marani. L’istanza di convocazione urgente, che in realtà non è altro che una mozione di sfiducia o un invito alla controparte a “manifestare” la propria fiducia per la giunta comunale e il suo operato, è stata firmata da dodici consiglieri. Ci sono Maurizio Pirisi, Nunzio Camerada e Michele Pais di Forza Italia, Emiliano Piras e Maria Grazia Salaris del Nuovo Centrodestra, Alessandro Loi e Donatella Marino dell’Udc, Linda Oggiano dell’Upc e Roberto Ferrara e Graziano Porcu del Movimento Cinque Stelle. Del Gruppo misto firma l’istanza solo Monica Pulina e non Alessandro Nasone, ma questa non è una sorpresa.
A sorprendere è invece l’ennesimo strappo all’interno del Pd. Dopo l’operazione che lo scorso 11 settembre, quando si votava il bilancio consuntivo del 2016, aveva permesso a Mario Bruno di salvarsi grazie sostanzialmente al ritorno di Nasone nei ranghi della maggioranza e all’uscita dall’aula di Mimmo Pirisi, capogruppo del Pd in consiglio comunale, gli scontri interni al partito non si placano. Tanto che, nonostante le nette parole di qualche giorno fa da parte del segretario democratico cittadino, Mario Salis, che ha definito fallimentare l’attuale governo cittadino, la rappresentanza in consiglio comunale si divide ancora.
Da una parte c’è Enrico Daga, che firma il documento con cui l’opposizione chiede il regolamento dei conti, dall’altra c’è Mimmo Pirisi, che si defila e non sottoscrive la richiesta di “redde rationem”. In attesa che le beghe democratiche catalane – che coinvolgono il partito a livello cittadino, territoriale e regionale – siano risolte dal congresso che si celebrerà a fine mese, l’adesione di Daga all’iniziativa promossa da Forza Italia e dal centrodestra con il Movimento Cinque Stelle avvicina di nuovo il livello di guardia: dando per scontato che Alessandro Nasone ha ormai fatto la sua scelta di campo, Mimmo Pirisi diventa l’ago della bilancia.
Se mai quel consiglio urgente sarà convocato e la questione verrà affrontata, il suo voto stabilirà la presenza o meno di una maggioranza. In ogni caso, l’agibilità politica dell’aula è piuttosto ridotta. «La maggioranza non è più in grado di svolgere il proprio ruolo – scrive la minoranza – e utilizza stratagemmi e abusi per sottrarsi all’aula».
Gian Mario Sias
È la richiesta che dodici degli inquilini della più alta assise cittadina hanno rivolto al presidente del consiglio comunale, Matteo Tedde, al sindaco di Alghero, Mario Bruno, e al prefetto di Sassari, Giuseppe Marani. L’istanza di convocazione urgente, che in realtà non è altro che una mozione di sfiducia o un invito alla controparte a “manifestare” la propria fiducia per la giunta comunale e il suo operato, è stata firmata da dodici consiglieri. Ci sono Maurizio Pirisi, Nunzio Camerada e Michele Pais di Forza Italia, Emiliano Piras e Maria Grazia Salaris del Nuovo Centrodestra, Alessandro Loi e Donatella Marino dell’Udc, Linda Oggiano dell’Upc e Roberto Ferrara e Graziano Porcu del Movimento Cinque Stelle. Del Gruppo misto firma l’istanza solo Monica Pulina e non Alessandro Nasone, ma questa non è una sorpresa.
A sorprendere è invece l’ennesimo strappo all’interno del Pd. Dopo l’operazione che lo scorso 11 settembre, quando si votava il bilancio consuntivo del 2016, aveva permesso a Mario Bruno di salvarsi grazie sostanzialmente al ritorno di Nasone nei ranghi della maggioranza e all’uscita dall’aula di Mimmo Pirisi, capogruppo del Pd in consiglio comunale, gli scontri interni al partito non si placano. Tanto che, nonostante le nette parole di qualche giorno fa da parte del segretario democratico cittadino, Mario Salis, che ha definito fallimentare l’attuale governo cittadino, la rappresentanza in consiglio comunale si divide ancora.
Da una parte c’è Enrico Daga, che firma il documento con cui l’opposizione chiede il regolamento dei conti, dall’altra c’è Mimmo Pirisi, che si defila e non sottoscrive la richiesta di “redde rationem”. In attesa che le beghe democratiche catalane – che coinvolgono il partito a livello cittadino, territoriale e regionale – siano risolte dal congresso che si celebrerà a fine mese, l’adesione di Daga all’iniziativa promossa da Forza Italia e dal centrodestra con il Movimento Cinque Stelle avvicina di nuovo il livello di guardia: dando per scontato che Alessandro Nasone ha ormai fatto la sua scelta di campo, Mimmo Pirisi diventa l’ago della bilancia.
Se mai quel consiglio urgente sarà convocato e la questione verrà affrontata, il suo voto stabilirà la presenza o meno di una maggioranza. In ogni caso, l’agibilità politica dell’aula è piuttosto ridotta. «La maggioranza non è più in grado di svolgere il proprio ruolo – scrive la minoranza – e utilizza stratagemmi e abusi per sottrarsi all’aula».
Gian Mario Sias
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