dopo il congresso
La difficile tregua fra Bruno e il Pd
ALGHERO. Il lavoro certosino fatto per evitare nella mozione unitaria parole troppo compromettenti è la prova del fatto che in via Mazzini proseguono gli scontri in atto da anni. Dopo le botte che il...
2 MINUTI DI LETTURA
ALGHERO. Il lavoro certosino fatto per evitare nella mozione unitaria parole troppo compromettenti è la prova del fatto che in via Mazzini proseguono gli scontri in atto da anni. Dopo le botte che il Pd ha rifilato all’amministrazione Bruno, e dopo le critiche che il sindaco ha rivolto al partito, tirando in ballo all’occorrenza anche il governo regionale, pur di provocare, è difficile lasciarsi tutto alle spalle. A fare le cose in fretta, il rischio è di rimetterci anche la faccia, con tutto ciò che ne deriva in termine di rischi elettorali a pochi mesi dalle Politiche, cui seguiranno in rapida successione, nel primo semestre del 2019, le regionali e le amministrative. Insomma, di motivi per firmare definitivamente l’armistizio ce ne sarebbero eccome, ma per ora il clima è da “guerra fredda”. Da pace armata, al massimo. Esattamente quello che l’area maggioritaria del Pd algherese ha fatto capire l’altro giorno a Mario Bruno e ai suoi mostrando i muscoli e dicendogli chiaramente che le sorti della sua amministrazione sono, in fondo in fondo, un problema soprattutto suo. Mario Bruno è stato riammesso nel partito insieme ai suoi seguaci, tutti riaccolti nella sede che avevano lasciato per sposare il progetto amministrativo che, secondo la narrazione democratica, è terminato con le dimissioni. Il reintegro apre scenari imperscrutabili, perché ora il sindaco dimissionario può legittimamente aspirare a un posto al sole. Cosa dovrà dare in cambio? Non si sa. Di sicuro, la sua ammissione è costata un ridimensionamento nel direttivo: contrariamente ai suoi auspici, 25 componenti su 40 rispondono all’altra area del Pd. Non solo: la mozione non parla esplicitamente di ingresso del Pd in maggioranza, ma di convergenze programmatiche da cercare, di bene comune, di responsabilità. Può voler dire tutto: appoggio esterno? O adesione al nuovo progetto amministrativo? E se sì, in che modalità? Con l’indicazione di qualche assessore? Tra le ipotesi più ricorrenti nelle chiacchiere algheresi si parla dell’ingegnere Alessandro Balzani come assessore tecnico indicato da Mimmo Pirisi per la carica di vicesindaco con delega all’Urbanistica. Secondo altre fonti, il Pd si sentirebbe più rassicurato se alle calcagna di Bruno, con i galloni da vice, ci fosse Alma Cardi, dirigente regionale del Pd, molto vicina a Enrico Daga ed ex assessora di Stefano Lubrano. Ma la verità è che la maggioranza del Pd preferirebbe limitarsi all’appoggio esterno e rinviare tutto alle prossime elezioni. E vedere nel frattempo come si comporterà il sindaco rispetto agli impegni presi con la segreteria. Bruno, che fiuta il pericolo, si appella tramite facebook. «Solo con una maggioranza coesa e stabile potremo portare a termine le scelte politiche fatte per creare sviluppo e lavoro». A buon intenditor poche parole. (g.m.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
