Bruno torna in sella, potrebbe ritirare le dimissioni
La pace armata con il Pd è pronta per essere suggellata. Il sindaco incassa la vittoria e vola a Parigi per l’Unesco
ALGHERO. Indizio numero uno per cui è lecito aspettarsi che la crisi sia superata e che le dimissioni possano essere ritirate prestissimo: domani Mario Bruno partirà per Parigi, dove venerdì parteciperà alla cerimonia durante la quale saranno proclamate le “Città creative Unesco 2017”. Per quanto sia importante per Alghero un’eventuale investitura, c’è da immaginare che il sindaco abbia programmato questa trasferta solo perché l’esito dei summit che si sono succeduti in questo inizio di settimana sono andati come dovevano andare.
Indizio numero due per cui è possibile dare quasi per scontato che la “pace armata” tra Bruno e Pd sia pronta per essere suggellata anche in consiglio comunale: Franco Santoro, dirigente dem di lungo corso, fino a qualche tempo fa ostile e critico verso il sindaco, ma di recente tra le colombe che si sono spese in un andirivieni tra via Mazzini e Porta Terra davvero sfiancante, senza fare niente per non farsi notare in compagnia dei consiglieri regionali Lotto e Demontis, ieri ha abbandonato il suo abituale aplomb e ha sbottato su Facebook. «Il coraggio e la vista acuta di pochi ha parzialmente emendato una catena di errori, nati su presunzioni, arroganze e rancori personali, che hanno impattato nella dura realtà del governare». Un avvertimento. «Avete in mano tutte carte buone da giocare, cercate di non barare, Alghero non può sempre pazientare o perdonare». Indizio numero tre per cui è persino troppo semplice dedurre che l’avvicinamento tra Pd e Bruno sia fatto: l’irritazione degli alleati. Ieri alcuni hanno disertato il summit promosso dal segretario provinciale del Pd Cordedda, altri non hanno proferito verbo, altri ancora avevano già detto molto chiaramente di non ritenere che ci fossero le condizioni perché il sindaco ritirasse le dimissioni.
Per esempio Alessandro Nasone, che ultimamente si è speso in prima persona per la sopravvivenza della giunta Bruno, votando ben due volte con la maggioranza e scongiurando il commissariamento, rischia di rimanere fregato: se l’appoggio programmatico del Pd a Bruno si dovesse fare più intenso di com’è, l’assessora “tecnica”, proveniente da Sassari, che starebbe per nominare ai Servizi sociali e alla Sanità, potrebbe tranquillamente fare retromarcia una volta arrivata alla rotatoria di Rudas.
Se è vero che tre indizi fanno una prova, la crisi comunale ha le ore contate. Ma ad Alghero è sempre meglio non dare mai niente per scontato. Anche perché la riunione di ieri sera è servita per ammorbidire le posizioni dopo le stilettate del week end, con il direttivo del Pd che chiede al sindaco di ammettere d’aver fallito e di accontentarsi dell’appoggio esterno, ma anche di accettare che della ricostruzione del centrosinistra si discuta dopo il 5 (data entro la quale le dimissioni devono essere ritirate, pena la fine dell’amministrazione). Ma anche con Bruno che fa sapere al Pd che a quelle condizioni non c’è motivo di ritirare le dimissioni, e di non essere disposto a sconfessare quanto fatto sin qui. Oggi c’è da discutere di Puc, di Piano della Bonifica, del porto, tanto per restare ai temi posti con più insistenza sul tavolo. Ma c’è da parlare anche di assetti di governo. Vero, non sono stati la priorità in questa trattativa. Ma qualcuno l’assessore dovrà pur farlo.
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