Superlavoro della Caritas per aiutare i nuovi poveri
di Gianni Olandi
Il raggio di azione dell’organizzazione diocesana si è allargato a Bosa e Macomer Ogni giorno la mensa distribuisce ottanta pasti con servizio anche a domicilio
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ALGHERO. Un piccolo ma agguerrito “esercito” è in azione in questi giorni in tutte le parrocchie della diocesi. Sono gli oltre 200 volontari della Caritas diocesana protagonisti di una distribuzione straordinaria di derrate alimentari, compresi i territori di Bosa e fino a Macomer.
Un intervento che giunge, evidentemente, dopo aver accertato una condizione di difficoltà e disagio soprattutto tra le fasce sociali meno abbienti e quindi bisognosi di supporto e assistenza.
«Come sempre avviene quando scatta la molla della solidarietà – dice Francesco Deiana, direttore della Caritas , sottufficiale della marina militare e da qualche anno in pensione – ai nostri appelli corrispondono immediate risposte, sempre. Un segno evidente che il cuore della gente si apre di fronte ai bisogni degli altri».
A rispondere sono stati in tanti: dai supermercati al mondo della ristorazione locale, dagli agriturismo ai privati cittadini, rivenditori di pane e frutta e verdura.
C'è sempre una risposta immediata. Non mancano le curiosità come nel caso di una coppia algherese che intendeva festeggiare i 50 anni di matrimonio e ha pensato di farlo offrendo il pranzo a tutti gli abituali frequentatori della mensa.
Per Natale l’organizzazione della diocesi ha inoltre previsto il tradizionale incontro conviviale comunitario al quale parteciperanno tutti. La mensa è sempre attiva, ogni giorno fornisce pasti per una ottantina di persone. Molti consumati nei locali della diocesi, altri portati direttamente alle famiglie, a casa. Uno spaccato della città dove non sono pochi i casi di capi famiglia che hanno perso il lavoro.
Tra l’altro appare significativo il fatto che i frequentatori della mensa sono nella stragrande maggioranza cittadini di Alghero. Si sono considerevolmente ridotti gli stranieri, che probabilmente usufruiscono di altri riferimenti di ordine sociale.
L'impegno dei volontari è costante, quotidiano, una sorta di missione umana e cristiana senza la quale verrebbe meno anche la speranza di tante persone in difficoltà.«
Il problema del disagio sociale non è naturalmente una esclusiva locale, ma da queste parti ciò che preoccupa è la mancanza di un progetto di sviluppo complessivo, che guardi agli interessi generali e non al particolare come spesso avviene su questa sponda catalana d'Italia.
Un progetto capace di raccogliere le potenzialità inespresse del territorio e che sia capace di dare una speranza per il futuro, soprattutto ai giovani.
Un intervento che giunge, evidentemente, dopo aver accertato una condizione di difficoltà e disagio soprattutto tra le fasce sociali meno abbienti e quindi bisognosi di supporto e assistenza.
«Come sempre avviene quando scatta la molla della solidarietà – dice Francesco Deiana, direttore della Caritas , sottufficiale della marina militare e da qualche anno in pensione – ai nostri appelli corrispondono immediate risposte, sempre. Un segno evidente che il cuore della gente si apre di fronte ai bisogni degli altri».
A rispondere sono stati in tanti: dai supermercati al mondo della ristorazione locale, dagli agriturismo ai privati cittadini, rivenditori di pane e frutta e verdura.
C'è sempre una risposta immediata. Non mancano le curiosità come nel caso di una coppia algherese che intendeva festeggiare i 50 anni di matrimonio e ha pensato di farlo offrendo il pranzo a tutti gli abituali frequentatori della mensa.
Per Natale l’organizzazione della diocesi ha inoltre previsto il tradizionale incontro conviviale comunitario al quale parteciperanno tutti. La mensa è sempre attiva, ogni giorno fornisce pasti per una ottantina di persone. Molti consumati nei locali della diocesi, altri portati direttamente alle famiglie, a casa. Uno spaccato della città dove non sono pochi i casi di capi famiglia che hanno perso il lavoro.
Tra l’altro appare significativo il fatto che i frequentatori della mensa sono nella stragrande maggioranza cittadini di Alghero. Si sono considerevolmente ridotti gli stranieri, che probabilmente usufruiscono di altri riferimenti di ordine sociale.
L'impegno dei volontari è costante, quotidiano, una sorta di missione umana e cristiana senza la quale verrebbe meno anche la speranza di tante persone in difficoltà.«
Il problema del disagio sociale non è naturalmente una esclusiva locale, ma da queste parti ciò che preoccupa è la mancanza di un progetto di sviluppo complessivo, che guardi agli interessi generali e non al particolare come spesso avviene su questa sponda catalana d'Italia.
Un progetto capace di raccogliere le potenzialità inespresse del territorio e che sia capace di dare una speranza per il futuro, soprattutto ai giovani.
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