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Alghero

Il Cap d’Any di Alghero vuole essere il Capodanno di Sardegna

di Gian Mario Sias
Il Cap d’Any di Alghero vuole essere il Capodanno di Sardegna

Fondazione Meta e Comune guardano soprattutto ai mercati internazionali. Per questa ragione gli eventi sono stati spalmati in tutto il mese di dicembre

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ALGHERO. In principio fu “Cap d’Any”, per marcare l’orgoglio di una città che cerca nelle sue radici catalane un modo per distinguersi dagli altri. Poi è arrivato “Més que un mes” e la scelta di rinunciare alle spese pazze per il concerto del 31 dicembre, diluendo le risorse in una festa che dura oltre un mese, da San Nicola all’Epifania, ma che a San Silvestro vive il suo clou.

Da qualche settimana, timidamente e ufficiosamente ma con insistenza, da Porta Terra è partita la nuova rivendicazione. Da quest’anno il veglione musicale di Alghero è il “Capodanno di Sardegna”. Definizione ambiziosa, magari non molto apprezzata fuori dalla Riviera del corallo, ma Comune di Alghero e Fondazione Meta hanno deciso di sparare alto.

Il senso dell’operazione è chiaro. È come dire: «I nostri competitor non sono le altre città sarde che organizzano eventi in piazza, ma le mete turistiche internazionali, cui vogliamo sottrarre fette di mercato anche lontano dalla stagione balneare». E ancora: «Capodanno, in Sardegna, l’abbiamo inventato noi e ora lo reinventiamo». E infine: «Dato che è la manifestazione di fine anno più longeva nell’isola e gode di straordinaria originalità, animando la città per più di un mese tra musica, teatro, arte di strada, circo, animazione, giochi, reading, installazioni e chi più ne ha più ne metta, merita particolare attenzione e tutela, anche sul piano economico».

A lanciare la sfida, a pochi giorni dall’appuntamento, è il sindaco Mario Bruno. Riprendendo le classifiche online, che vogliono dire solo perché si ispirano alle indicazioni dei tour operator, Bruno ha rivendicato per “Cap d’Any” un posto nell’elite nazionale. «Siamo nella top ten degli appuntamenti in Italia», ha rilanciato il sindaco da facebook, unico strumento rimasto acceso anche durante la sosta natalizia della sua possente macchina comunicativa. A

l di là di ogni valutazione artistica e culturale, è il chiaro segnale di una strategia politica su cui Mario Bruno e la sua amministrazione puntano con decisione: trasformare Alghero in una meta turistica buona per tutte le stagioni, riempiendo il calendario di appuntamenti anche nelle stagioni più basse e nei cosiddetti “mesi spalla”. Tutto il can can, senza eguali nell’isola, infiamma la vigilia del concerto, su cui scommette parecchio anche Fondazione Meta, braccio operativo della grande sfida portata dall’amministrazione Bruno al mercato delle vacanze. I vertici di Lo Quarter hanno deciso di trasferire il concertone dalla Banchina Dogana alla Banchina Millelire. Date le nuove misure sulla sicurezza e considerato il rinnovato zelo con cui si provvede da qualche mese a questa parte alla loro osservanza, la nuova sede è considerata ideale per una grandissima affluenza come quella che si prevede per la serata, “griffata” da tre appuntamenti straordinari: la performance live degli Ofenbach, i due dj francesi che spopolano nelle notti parigine e che nell’ultimo anno hanno scalato le classifiche mondiali; lo spettacolo pirotecnico, immancabile e seguitissimo dagli algheresi, e il concerto di Samuel, che dopo il successo alla guida dei Subsonica sta vivendo una seconda giovinezza artistica e porta ad Alghero tutto il meglio del suo repertorio.

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