Bando deserto ad Alghero, universitari senza mensa
Gianni Olandi
L’appalto è scaduto dieci giorni fa ma nessuna azienda ha presentato un’offerta per la fornitura del servizio di ristorazione
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ALGHERO. Dallo scorso 8 gennaio gli studenti universitari che frequentano la facoltà di architettura non dispongono del servizio mensa. Interruzione che, a dire il vero, è cominciata dal 22 dicembre scorso quando l’attività didattica è stata sospesa per le vacanze natalizie. Il servizio della mensa universitaria, organizzato dall’Ersu, era in scadenza di appalto e al nuovo bando non si è presentata nessuna azienda. Ne è stata percorsa la pratica della proroga del servizio in attesa di un nuovo bando di appalto. Sarebbe inoltre interessante capire, in tempi come questi, come mai non si è presentato nessun concorrente alla gara.
Per gli studenti quindi, soprattutto quelli che provengono dall’esterno, che sono la maggioranza, si è improvvisamente presentato il problema del pranzo e della cena naturalmente a costi decisamente diversi rispetto a quelli convenzionati con l’Ersu. Una difficoltà non di poco conto che oltre al disagio provocato nei ragazzi che hanno perso un abituale punto di riferimento, andrà a gravare sui bilanci delle famiglie. Condizione peraltro non nuova visto che sempre le famiglie sono coinvolte nel reperimento degli alloggi, naturalmente a prezzi di mercato, perché nonostante la facoltà ad Alghero si appresti al giro di boa dei 16 anni, non è stato concretizzato alcun intervento per la realizzazione della casa dello studente. Struttura abitativa assolutamente necessaria proprio perché la maggior parte degli studenti provengono dall’esterno, dalla Sardegna ma anche dalla Penisola e dall’estero. Sedici anni quindi non sono stati sufficienti per individuare una soluzione in grado di sostenere i ragazzi nel loro percorso di studio. Una carenza piuttosto vistosa soprattutto se si considera che la città ha offerto all'università i pezzi più pregiati del proprio patrimonio immobiliare, dal complesso di Santa Chiara nel Centro Storico, al Palazzo del Pou Salit, sempre nella città vecchia, all’ex asilo nido Magnanelli davanti al porto. Qualche contatto in passato c’era stato, abbastanza timido e poco convinto, e aveva interessato un albergo cittadino che poteva svolgere le funzioni di casa dello studente in maniera adeguata. Non se ne fece niente. Sempre qualche decina di anni fa spuntò un progetto per un immobile da realizzare in via XX Settembre, nel tratto finale, dove già si trovano istituzioni scolastiche, scuole medie e liceo scientifico. Un progetto che prevedeva appunto la realizzazione della Casa dello Studente, comprensiva di servizio mensa, un impianto costruito ad hoc e quindi dotato di tutte le funzioni specifiche per ospitare gli studenti. Sull’argomento non si è registrato alcun affanno particolare da parte dell’ente locale. La stessa richiesta di città della cultura presentata a suo tempo vantava la presenza di una sede universitaria che ha ottenuto risultati prestigiosi a livello nazionale, i cui allievi sono ora senza mensa e, da sempre, senza alloggi se non quelli del libero mercato dove si consumano situazioni anomale, comprese quelle di natura fiscale.
Per gli studenti quindi, soprattutto quelli che provengono dall’esterno, che sono la maggioranza, si è improvvisamente presentato il problema del pranzo e della cena naturalmente a costi decisamente diversi rispetto a quelli convenzionati con l’Ersu. Una difficoltà non di poco conto che oltre al disagio provocato nei ragazzi che hanno perso un abituale punto di riferimento, andrà a gravare sui bilanci delle famiglie. Condizione peraltro non nuova visto che sempre le famiglie sono coinvolte nel reperimento degli alloggi, naturalmente a prezzi di mercato, perché nonostante la facoltà ad Alghero si appresti al giro di boa dei 16 anni, non è stato concretizzato alcun intervento per la realizzazione della casa dello studente. Struttura abitativa assolutamente necessaria proprio perché la maggior parte degli studenti provengono dall’esterno, dalla Sardegna ma anche dalla Penisola e dall’estero. Sedici anni quindi non sono stati sufficienti per individuare una soluzione in grado di sostenere i ragazzi nel loro percorso di studio. Una carenza piuttosto vistosa soprattutto se si considera che la città ha offerto all'università i pezzi più pregiati del proprio patrimonio immobiliare, dal complesso di Santa Chiara nel Centro Storico, al Palazzo del Pou Salit, sempre nella città vecchia, all’ex asilo nido Magnanelli davanti al porto. Qualche contatto in passato c’era stato, abbastanza timido e poco convinto, e aveva interessato un albergo cittadino che poteva svolgere le funzioni di casa dello studente in maniera adeguata. Non se ne fece niente. Sempre qualche decina di anni fa spuntò un progetto per un immobile da realizzare in via XX Settembre, nel tratto finale, dove già si trovano istituzioni scolastiche, scuole medie e liceo scientifico. Un progetto che prevedeva appunto la realizzazione della Casa dello Studente, comprensiva di servizio mensa, un impianto costruito ad hoc e quindi dotato di tutte le funzioni specifiche per ospitare gli studenti. Sull’argomento non si è registrato alcun affanno particolare da parte dell’ente locale. La stessa richiesta di città della cultura presentata a suo tempo vantava la presenza di una sede universitaria che ha ottenuto risultati prestigiosi a livello nazionale, i cui allievi sono ora senza mensa e, da sempre, senza alloggi se non quelli del libero mercato dove si consumano situazioni anomale, comprese quelle di natura fiscale.
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