Nelle foto di Francesca Randi uomini e donne delle periferie

ALGHERO. Inaugura oggi alle 19 da Cabussò, in via Rossini 15, “I senza nome”, la personale della fotografa cagliaritana Francesca Randi. L’artista ritorna e riappaiono con lei i personaggi della sua...

ALGHERO. Inaugura oggi alle 19 da Cabussò, in via Rossini 15, “I senza nome”, la personale della fotografa cagliaritana Francesca Randi. L’artista ritorna e riappaiono con lei i personaggi della sua filmografia emotiva, saltati fuori dai titoli di coda di un film che gira nella sua mente e per diventare reali per noi. I protagonisti percorrono una città inespressa, irrisolta, segreta. Donne, uomini e bambini dominano una periferia che oscilla tra sogno e realtà, in quella porzione in tecnicolor che palpita prima dell’alba, prima che gli occhi si riabituino al ritmo del produttivo e del socialmente accettabile. L’operazione rivela la voracità cinefila dell’autrice, che però seleziona attentamente di cosa nutrirsi. Le trame che tesse da anni hanno una bellezza drammatica che non disdegna toni ludici. L’elegante solitudine che è ormai una costante del cinema metropolitano trova in questi scatti una soluzione, il radicamento nelle arterie cittadine che di notte palpitano di vite segrete e insospettabili. Con lei Cabussò conclude il ciclo “Io canto il corpo elettrico - Piccola rassegna di potenziamento identitario”, che ha visto susseguirsi le mostre di Quartierino blatta e Veronica Muntoni. (g.m.s.)

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