Palazzo incendiato 3 mesi per conoscere la causa del rogo
di Nadia Cossu
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L'avvocato Agostinangelo MarrasIl 21 due ingegneri avvieranno la perizia sullo stabile Ieri è stato dato l’incarico anche ai consulenti di pm e difesa
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ALGHERO. Novanta giorni di tempo per dire quale sia stata la causa e quale la dinamica dell’incendio che il 19 luglio dell’anno scorso aveva distrutto i piani interrati e il piano terra della palazzina di via Vittorio Emanuele (che ospita il grande emporio “Risparmio Casa”), e danneggiato gravemente i piani superiori. Il rogo era divampato nell’area in cui si trovavano i macchinari dell’impianto di condizionamento dello stabile, così infatti avevano appurato i vigili del fuoco. Per questo motivo il gip di Sassari ha accolto la richiesta del pm Paolo Piras e ha fissato un incidente probatorio che dovrà far luce su alcuni aspetti richiamati dalla Procura. Per quei fatti otto persone sono state iscritte nel registro degli indagati per incendio colposo.
Ieri mattina in tanti – tra parti offese e imputati – hanno partecipato al conferimento dell’incarico ai periti del giudice: gli ingegneri di Cagliari Paolo Marcialis e Vittorio Scura. Le persone offese e gli imputati hanno nominato consulenti di parte. Così come il pm Piras che ha affidato l’incarico di consulenza all’ingegnere Pippo Mistretta. Il lavoro dei periti comincerà il 21 febbraio. In particolare sarà effettuato un «accertamento tecnico approfondito, di natura non ripetibile, sull’impianto di condizionamento, al fine di verificare se ci siano stati un cattivo funzionamento, una scorretta installazione, un difetto di fabbrica o una carenza di manutenzione e controllo, tali da avere determinato causalmente l’incendio». Tra i quesiti posti dal giudice, figurano l’indicazione del luogo «di verosimile inizio dell’incendio». Il gip vuole anche sapere se l’edificio «abbia necessità di interventi di manutenzione ordinaria e/o straordinaria». E dovrà essere verificata la sua agibilità e abitabilità. E ancora: «Se sotto il profilo statico e dell’agibilità, la parte dell’immobile in cui non si è sviluppato l’incendio, abbia subìto danni o deficienze strutturali». Il fuoco aveva camminato nelle viscere del palazzo e trasformato il deposito del primo sottopiano in una fornace. Era finita con 140 persone evacuate. L’avvocato Marras ha chiesto il dissequestro della parte di immobile non interessata direttamente dal rogo, il giudice ha chiesto ai periti di accertare come prima cosa proprio la stabilità di quegli ambienti.
Ieri mattina in tanti – tra parti offese e imputati – hanno partecipato al conferimento dell’incarico ai periti del giudice: gli ingegneri di Cagliari Paolo Marcialis e Vittorio Scura. Le persone offese e gli imputati hanno nominato consulenti di parte. Così come il pm Piras che ha affidato l’incarico di consulenza all’ingegnere Pippo Mistretta. Il lavoro dei periti comincerà il 21 febbraio. In particolare sarà effettuato un «accertamento tecnico approfondito, di natura non ripetibile, sull’impianto di condizionamento, al fine di verificare se ci siano stati un cattivo funzionamento, una scorretta installazione, un difetto di fabbrica o una carenza di manutenzione e controllo, tali da avere determinato causalmente l’incendio». Tra i quesiti posti dal giudice, figurano l’indicazione del luogo «di verosimile inizio dell’incendio». Il gip vuole anche sapere se l’edificio «abbia necessità di interventi di manutenzione ordinaria e/o straordinaria». E dovrà essere verificata la sua agibilità e abitabilità. E ancora: «Se sotto il profilo statico e dell’agibilità, la parte dell’immobile in cui non si è sviluppato l’incendio, abbia subìto danni o deficienze strutturali». Il fuoco aveva camminato nelle viscere del palazzo e trasformato il deposito del primo sottopiano in una fornace. Era finita con 140 persone evacuate. L’avvocato Marras ha chiesto il dissequestro della parte di immobile non interessata direttamente dal rogo, il giudice ha chiesto ai periti di accertare come prima cosa proprio la stabilità di quegli ambienti.
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