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Alghero, pescatori in rivolta riconsegnano le schede in Comune: non votiamo

Alghero, pescatori in rivolta riconsegnano le schede in Comune: non votiamo

La clamorosa protesta per le richieste inascoltate di rivedere le normative contradditorie e penalizzanti per gli operatori sardi

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ALGHERO. I pescatori algheresi che fanno parte del consorzio Banchina Millelire hanno riportato in Comune le schede elettorali. La  clamorosa protesta è stata decisa domenica 25 febbraionel corso della assemblea nel salone della Mercede, alla quale hanno partecipato oltre 50 pescatori. Una protesta che poteva essere ancora più clamorosa. Per un attimo infatti si è pensato di consegnare le licenze di pesca alla Capitaneria di Porto. Le drammatiche le conseguenze che questo avrebbe provocato per il mantenimento delle famiglie e la prosecuzione dell’attività lavorativa, ha convinto i pescatori, almeno per ora, a “limitarsi” a esprimere il loro drammatico (e bi-partisan) malcontento rinunciando al voto alle prossime elezioni.

«Da anni cerchiamo di far capire a tutta la classe politica – attacca il presidente del Consorzio Banchina Millelire Giovanni Delrio – le tante anomalie e contraddizioni delle normative vigenti che puniscono pesantemente le marinerie». Gli oggetti del contendere sono sempre gli stessi: il fermo biologico della pesca dei ricci, dell'aragosta, il fenomeno dell'abusivismo, la pesca a strascico sui bassi fondali che distrugge il patrimonio ittico, le quote del tonno, l'esigenza di controlli più adeguati, disposizioni che secondo i pescatori algheresi non favoriscono neanche gli obiettivi che si pongono, quelli della protezione della specie.

«A differenza di altre categorie – aggiunge Delrio – quando i pescatori sono costretti a tenere le barche agli ormeggi per il maltempo non sono previsti aiuti per consentirci di andare avanti. Questi primi due mesi dell'anno, tanto per fare un esempio recente, siamo usciti in mare non più di 4 o 5 volte. Una situazione drammatica, che inoltre allontana i giovani da un mestiere grazie al quale si è costruita l'economia di tutti i centri costieri della Sardegna».

I pescatori algheresi, insieme ai loro colleghi di Porto Torres, nel corso degli ultimi mesi avevano più volte chiesto un incontro con l'assessore regionale all'agricoltura. C'era anche stato un incontro interlocutorio con il capo di gabinetto, Valerio Meloni, dal quale erano giunte rassicurazioni che poi non si sono concretizzate. Per uno dei punti più caldi, il fermo biologico per la pesca dell'aragosta, i pescatori chiedono l’adeguamento alla normativa nazionale che da maggio consente di pescare fino a dicembre.

«Da noi la pesca comincia il 1° di marzo – evidenzia Delrio – e si conclude il 30 di agosto. Il nostro prodotto più ricercato esce dalle tavole dei ristoranti per dare spazio a quello pescato in Sicilia, per fare un esempio, o proveniente da Cuba o dai mari della Tunisia. Tutto ciò avviene mentre è ancora forte la domanda del mercato grazie al fenomeno turistico in piena evoluzione». (g.o.)

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