Abbanoa, un condominio di Alghero dovrà pagare 10mila euro
Il tribunale ha condannato gli inquilini di una palazzina morosi per 12 anni. L’acqua era stata regolarmente fornita ma senza la stipula di un contratto
ALGHERO. È vero, avevano l’acqua e la consumavano regolarmente, da dodici anni. Ma dato che non avevano firmato alcun contratto, non intendevano pagare il servizio idrico. Ora, però, a mettere fine al contenzioso con Abbanoa ci ha pensato il Tribunale di Sassari, che ha condannato il condominio di via Rockefeller 26 a pagare oltre 10mila euro di consumi pregressi e spese legali. Nella palazzina del quartiere della Mercede, tra via Nazioni Unite e via Manzoni, gli utenti sono una decina: dovranno spartirsi 8mila e 500 euro per i consumi pregressi e 2mila e 300 euro di spese legali.
Oltre a non considerare minimamente la loro obiezione, basata solo ed esclusivamente sulla mancanza di un contratto, i giudici hanno rigettato anche tutte le contestazioni mosse dai condomini e dal loro difensore, l’avvocato algherese Franco Dore, rispetto al conteggio dei consumi e alle tariffe applicate. In realtà la sentenza li ha in qualche modo preservati da un esborso doppio: gli abitanti di via Rockefeller 26 contestavano anche l’applicazione delle quote fisse, ma se in via Roma 49 avessero accolto la loro istanza, gli abitanti della palazzina di cinque piani si sarebbero trovati di fronte a bollette dagli importi lievitati di oltre 12mila euro. Analizzata con attenzione, sentenze alla mano, la vicenda ricalca perfettamente quella che si era chiusa con una condanna analoga emessa nel dicembre del 2015. In quel caso i protagonisti del braccio di ferro con Abbanoa erano gli abitanti di una palazzina di via Sassari, neanche troppo lontano da via Rockefeller.
Come sostenuto dal legale di Abbanoa, l’avvocato sassarese Mario Urigo, e come ribadito dal tribunale, il regolamento del Servizio idrico integrato parlo chiaro: l’utilizzo di fatto del servizio crea un’utenza a tutti gli effetti, che deve essere regolarizzata e deve pagare i propri consumi. Nella sentenza è scritto a chiare lettere che «è del tutto incontestato che Abbanoa abbia continuativamente somministrato il bene acqua in favore del condominio attore, inviando anche le relative fatture, quindi a titolo oneroso».
La sentenza è diretta conseguenza, tra le altre cose, della relazione fornita dal consulente tecnico nominato dal tribunale, che ha verificato la corretta applicazione delle tariffe e dei consumi regolarmente fatturati, prendendo in esame tutte le bollette dal 2006 al 2013. Il condominio chiedeva anche un conteggio come se si trattasse di un’unica utenza. Il consulente ha messo in evidenza quale sarebbe stato il risultato per i condomini se fosse stata accolta la loro tesi: gli inquilini avrebbero risparmiato sulla quota fissa, ma gli importi delle bollette sarebbero schizzati a oltre 20mila euro. In pratica, gli è andata bene.
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