l’inchiesta
Ci sono cinque indagati per il caso della posidonia
di Gian Mario Sias
ALGHERO. La commissione che nel 2016 aggiudicò la gara per l’asportazione della posidonia dall’arenile di Alghero non verificò nel merito le offerte tecniche e attribuì un punteggio gonfiato alla...
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ALGHERO. La commissione che nel 2016 aggiudicò la gara per l’asportazione della posidonia dall’arenile di Alghero non verificò nel merito le offerte tecniche e attribuì un punteggio gonfiato alla società risultata vincitrice, con la quale qualcuno della commissione intrattenne contatti telefonici durante la fase preparatoria dell’affidamento, condividendo col titolare dell’azienda alcuni aspetti tecnici della procedura, in corso di redazione. È la conclusione del sostituto procuratore di Sassari, Cristina Carunchio, al termine delle indagini preliminari sull’affidamento da parte di “Alghero In House” – la partecipata del Comune di Alghero – del servizio di spostamento, raccolta, trasporto e accumulo della posidonia spiaggiata nei siti di stoccaggio. Al termine delle indagini scaturite dai controlli dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Sassari, la Procura ha iscritto nel registro degli indagati Sarah Ceccotti, 48 anni, Antonio Chessa, 53 anni, Maria Anna Masala, 43 anni, e Angelo Calvisi, 55 anni, tutti e quattro di Alghero, con l’accusa di turbativa d’asta in concorso. Come scrive il pm Carunchio, il direttore amministrativo di “Alghero In House”, Sarah Ceccotti, Antonio Chessa e Maria Anna Masala, tutti e tre componenti della commissione aggiudicatrice del servizio, e Angelo Calvisi, partecipante alla gara, ne turbavano la regolarità di esecuzione. In particolare, dopo aver invitato formalmente le ditte “Demontis Luca” e “Calvisi Angelo” a partecipare alla procedura sotto soglia, dell’importo pari a 27mila euro, l’1 e il 3 maggio 2016 Sarah Ceccotti intratteneva contatti telefonici con Angelo Calvisi, condividendo con lui alcuni aspetti tecnici del capitolato che stava redigendo per la procedura. L’11 maggio l’appalto venne affidato alla ditta “Calvisi Angelo”, ma per le indagini ciò è avvenuto in violazione dei criteri di aggiudicazione riguardanti la proposta tecnica sotto il profilo del numero dei mezzi a disposizione per la realizzazione del lavoro. Nello specifico, alle ditte “Demontis Luca” e “Calvisi Angelo” è stato assegnato lo stesso punteggio in ordine all’offerta tecnica, sebbene Demontis avesse indicato nove trattori più due carrelli da 8 metri cubi e due carrelli da 6 metri cubi per il trasporto della posidonia, contro i 5 trattori a disposizione della ditta di Calvisi. «A riprova degli accordi clandestini volti a favorire il Calvisi, la Ceccotti il 26 maggio prendeva effettiva contezza di tutti i mezzi a disposizione del Calvisi», recita l’avviso di conclusione delle indagini. E questo per l’accusa dimostra «che la commissione di cui la medesima era membro aveva aggiudicato l’appalto senza neppure verificare nel merito le offerte tecniche e attribuendo un punteggio gonfiato al Calvisi». Il 16 maggio la raccolta delle alghe era finita nel mirino dei Noe che avevano fatto partire l’inchiesta.
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