La Nuova Sardegna

Alghero

Morte ai bastioni di Alghero, sette rinvii a giudizio

di Luca Fiori
Morte ai bastioni di Alghero, sette rinvii a giudizio

Domenico Nurra era precipitato sugli scogli perché si era staccata una ringhiera. Tra gli imputati 5 dirigenti del Comune

2 MINUTI DI LETTURA





ALGHERO. Sette rinvii a rinvio a giudizio per la morte di Domenico Nurra, il pensionato di 74 anni caduto a testa in giù sugli scogli dopo essersi appoggiato a una ringhiera tra la Torre di Sulis e la Torre dei cani sui bastioni di Alghero.

Lo ha deciso ieri mattina il giudice dell’udienza preliminare Michele Contini, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Mario Leo. La prima udienza del processo è stata fissata per il prossimo 5 luglio davanti al giudice monocratico.

La tragedia si era verificata il 28 marzo del 2014. La Procura aveva iscritto nel registro degli indagati sette persone, tra dirigenti del Comune e consiglieri di amministrazione della società “Alghero InHouse” che si occupava, tra le altre cose, della manutenzione delle ringhiere. Dovranno difendersi dall’accusa di omicidio colposo Guido Calzia (assistito dall’avvocato Edoardo Morette), Gian Marco Saba e Giovanni Spanedda (difesi da Nicola Satta), Antonio Maria Era (assistito da Sara Migliore), Luigi Altea (difeso dagli avvocati Sebastiano Chironi e Franco Luigi Satta), Gennaro Monte (assistito da Danilo Mattana) e Antonio Ferro (assistito dall’avvocato Antonello Pais). La morte di Domenico Nurra aveva scosso parecchio gli algheresi. L’uomo, caporeparto della Sella&Mosca in pensione da due anni, era molto conosciuto e stimato in città anche per la sua attività di volontario nella Confraternita della Misericordia. Quel giorno di primavera di 4 anni fa era precipitato a testa in giù sulle rocce dopo un volo di almeno sei metri davanti agli occhi increduli della moglie e di alcuni amici. Erano tutti diretti in chiesa, qualcuno aveva proposto di fermarsi sui bastioni per godersi un attimo di relax. Le donne si erano sedute sulle panchine, mentre gli uomini si erano avvicinati alle ringhiere. Domenico Nurra si era seduto sul gradino dando le spalle al mare e ruotando la mano sinistra aveva cercato appoggio su uno dei tre ferri di protezione, ma la ringhiera si era staccata trascinandosi dietro anche il povero pensionato.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative