Il piano della mobilità rallenta nel traffico delle polemiche social
di Gian Mario Sias
Presentate al Quarter le novità del Put studiato da Husler Il sindaco su facebook difende le scelte: «Andiamo avanti»
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ALGHERO. Il varo del Piano urbano del traffico non sarà una passeggiata e non godrà di corsie preferenziali. Anzi, il via libera alla rivoluzione dell’urbanista Willy Husler, tra i massimi esperti in Europa in tema di mobilità, sarà un percorso a ostacoli. Le prime avvisaglie si erano già avute all’indomani della presentazione di un mese fa. Dopo le notizie diffuse dalla stampa, le “revisioni” social del progetto elaborato dall’equipe coordinata da Husler hanno rimbalzato di chat in chat, finendo per rincorrersi tra i bar, i negozi e le case del centro storico e di tutto l’agglomerato urbano. Come auto impazzite in una strada senza segnaletica, né illuminazione. E così il processo di partecipazione aperto due sere fa dal sindaco Mario Bruno al Quarter, in largo San Francesco, rischia di naufragare nella solita baraonda. Bruno, sconcertato destinatario di una catena di Sant’Antonio in cui si concentrano tutte le leggende liberamente ispirate al Put, va dritto per la sua strada. «Vogliono farmi passare la voglia. E sperano che lasci. Ma sono più tosto di loro», avverte da facebook a difesa di un percorso che, l’ha ribadito a commercianti e residenti del centro, «cambia il progetto di trasporto pubblico locale in città, dice dove individuare i parcheggi e rende la città adeguata alla mobilità sostenibile, soprattutto dopo la realizzazione della circonvallazione». Un atto, insiste il sindaco, «che partirà dalla realizzazione dei parcheggi ed è aperto alle osservazioni di tutti».
Alle solite schermaglie si aggiungono le legittime preoccupazioni di chi dovrà fare i conti con un processo che modificherà la viabilità cittadina per armonizzare la ztl e le aree pedonali, completare la pista ciclabile e ridare centralità al trasporto pubblico. Ma se queste ultime sono legittime, le prime aiutano solo a fare confusione, togliendo centralità al ruolo di Willy Husler. Sul quale, dopo aver dato uno sguardo a un curriculum fatto di Put sparsi per l’Eruopa, alcuni assai più impegnativi di quello algherese, c’è poco da aggiungere. «Si mira a migliorare le condizioni di mobilità, il traffico, la sicurezza stradale e a ridurre l’inquinamento acustico e dell’aria», è la premessa fatta al Quarter. «Con la circolazione veicolare si rivisita la gestione degli spazi e dei servizi, specialmente nelle aree centrali – si è detto – per restituire porzioni sempre maggiori di città agli usi pubblici e sociali». Cambia il progetto di trasporto pubblico locale, si individuano nuove aree per il parcheggio e si adegua la città alla mobilità sostenibile. «Lo studio migliora l’accessibilità e le relazioni tra le diverse parti della città e ripone un’attenzione particolare al mantenimento di una qualità della vita elevata attraverso il potenziamento dei servizi alla mobilità pedonale, ciclabile e collettiva», è la riflessione.
Sul piano del metodo, la prima bacchettata arriva da Azione Alghero. «Non è possibile stravolgere l’economia di una zona imponendo simili mutamenti – avverte Maurizio Papa – prima si prospettano le alternative e si concertano, la città è stufa di imposizioni e mannaie che piombano dall'alto».
Alle solite schermaglie si aggiungono le legittime preoccupazioni di chi dovrà fare i conti con un processo che modificherà la viabilità cittadina per armonizzare la ztl e le aree pedonali, completare la pista ciclabile e ridare centralità al trasporto pubblico. Ma se queste ultime sono legittime, le prime aiutano solo a fare confusione, togliendo centralità al ruolo di Willy Husler. Sul quale, dopo aver dato uno sguardo a un curriculum fatto di Put sparsi per l’Eruopa, alcuni assai più impegnativi di quello algherese, c’è poco da aggiungere. «Si mira a migliorare le condizioni di mobilità, il traffico, la sicurezza stradale e a ridurre l’inquinamento acustico e dell’aria», è la premessa fatta al Quarter. «Con la circolazione veicolare si rivisita la gestione degli spazi e dei servizi, specialmente nelle aree centrali – si è detto – per restituire porzioni sempre maggiori di città agli usi pubblici e sociali». Cambia il progetto di trasporto pubblico locale, si individuano nuove aree per il parcheggio e si adegua la città alla mobilità sostenibile. «Lo studio migliora l’accessibilità e le relazioni tra le diverse parti della città e ripone un’attenzione particolare al mantenimento di una qualità della vita elevata attraverso il potenziamento dei servizi alla mobilità pedonale, ciclabile e collettiva», è la riflessione.
Sul piano del metodo, la prima bacchettata arriva da Azione Alghero. «Non è possibile stravolgere l’economia di una zona imponendo simili mutamenti – avverte Maurizio Papa – prima si prospettano le alternative e si concertano, la città è stufa di imposizioni e mannaie che piombano dall'alto».
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