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Puc di Alghero, in arrivo un archistar che mette tutti d’accordo

di Gian Mario Sias
Puc di Alghero, in arrivo un archistar che mette tutti d’accordo

Il Comune affiderà l’incarico a un urbanista di fama internazionale. Riprende corpo l’ipotesi di ridefinire in funzione turistico-ricettiva alcuni edifici

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ALGHERO. Ad Alghero riprende corpo l’ipotesi di ridefinire in chiave turistico-ricettiva la funzione di alcune strutture attualmente “sottoutilizzate”. La realizzazione del nuovo ospedale civile – o il raddoppio del civile, con la realizzazione di nuove “stecche” in cui ospitare tutte le specialità del marino – consentirebbe di liberare e “cedere” al settore ricettivo la struttura di viale I maggio. Gli acquirenti non mancano e nemmeno le trattative, anche se per mischiare le carte si bolla la notizia come un’invenzione giornalistica.

Per rimanere in zona, è sempre più diffusa la convinzione che possa assolvere a funzioni turistico-alberghiere, più che didattiche, anche l’attuale liceo artistico, sempre in viale I maggio. Sempre a Maria Pia, molti degli attuali amministratori – ai quali non dispiace per niente l’idea di rifunzionalizzare ospedali e scuole, limitando le nuove volumetrie urbanistiche al minimo indispensabile – sono dell’idea che anche il Centro congressi possa essere rivitalizzato da un restyling che gli assicuri diversi posti letto e una fruizione diversa. Ultimo immobile di cui si parla ciclicamente in quest’ottica è l’ex albergo Esit di piazza Sulis, che ospita l’istituto alberghiero ma che in molti sognano di vedere tornare alla sua funzione di hotel di lusso.

Insomma, quello di Alghero non sarà un Puc a volumetrie zero, ma si sta lavorando per mettere tutti d’accordo.

Alcuni giorni fa la provocazione è arrivata dal mondo dell’imprenditoria. «Il Piano urbanistico comunale non consenta di sfruttare neanche un metro di suolo», ha detto Giovanni Pirisi, socio e cofondatore di MPFinance, la società immobiliare che sta costruendo appartamenti di pregio a Calabona, sottolineando che quell’intervento è la riqualificazione di un’area già edificabile, ed edificata, quando manco era nato. L’immobiliarista ha anche sostenuto che «ad Alghero ci sono tanti obbrobri da ristrutturare e non ci sarebbe bisogno di nuove lottizzazioni a Sant’Anna, Caragol o altrove».

La sua provocazione, alla quale nessuno ha risposto, rimette al centro la questione urbanistica. E sul fatto che il Puc sia una priorità ha concordato anche il sindaco, Mario Bruno. «È rischioso, sul Piano urbanistico sono cadute tutte le altre giunte», ha ribadito nei giorni scorsi, lanciando la volata degli ultimi quattrocento giorni dalla fine del suo mandato.

«Devo farlo, è fondamentale per lo sviluppo della città», ha anche dichiarato.

I punti di convergenza tra politica cittadina e imprenditoria locale, a questo punto, sembrerebbero due: per tutti c’è la necessità prioritaria di riscrivere e aggiornare le regole che disciplineranno lo sviluppo cittadino per decenni e tutti convergono sulla necessità di non sfruttare ancora troppo il territorio.

E questa è la novità più grande, perché finora il punto debole del Puc è stato proprio il contrasto tra ambientalisti, costruttori e albergatori. La filiera turistica ha ribadito da tanto che ad Alghero, per crescere, servono centinaia di posti letto in più. E in un sistema economico in cui l’edilizia ha sempre avuto un ruolo centrale, la politica non è insensibile alla voce di un comparto, l’edilizia, che da decenni porta benessere e occupazione e che ha necessità di una boccata d’ossigeno. Come si coniugano tutte queste esigenze?

Ristrutturando, riqualificando il più possibile l’esistente. Ecco il piano, la missione che tra qualche giorno sarà messa nelle mani di un “archistar”, un esperto di rango internazionale precettato dal Comune di Alghero per armonizzare tutti i processi pianificatori in itinere. Il suo nome sarà ufficializzato a breve.

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