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Alghero

Caragol, quartiere nuovo ma mancano i servizi

di Gianni Olandi
Caragol, quartiere nuovo ma mancano i servizi

L’unica via di accesso, la rotatoria sulla strada per Olmedo, è ad alto rischio Inesistenti le manutenzioni a cominciare dal verde pubblico in totale abbandono

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ALGHERO. Il quartiere di Caragol, sulla direttrice per Olmedo , alla estrema periferia della città, nasce nei primi anni Novanta sulla spinta di una forte richiesta abitativa, sociale ma anche residenziale.

Individuato come zona di nuova espansione urbana è interessato da un primo intervento di edilizia economico popolare, seguito a ruota da quella tradizionale. Il ragionevole costo dei terreni consente all’imprenditoria edile di tenere sul mercato prezzi ragionevoli, decisamente inferiori e quelli che si registrano in città. Un po’ come avvenne nella vicina Olmedo dove all’inizio del 2000 la domanda di alloggi, soprattutto per la prima casa, convinse molte coppie algheresi, soprattutto giovani, a trasferirsi in quel centro.

Oggi il quartiere di Caragol ospita circa duemila persone e nonostante la situazione della vivibilità complessiva non sia eccellente, rappresenta comunque una corretta integrazione tra l’edilizia popolare e quella residenziale. A oltre 25 anni dai primi insediamenti, gli interventi abitativi non sono conclusi, sono state rilasciate diverse concessioni edilizie per ulteriori lottizzazioni, la cui fase operativa ha subito un arresto per la crisi economica e il calo della domanda del mercato della casa. Recentemente è stato costituito un Comitato di quartiere che si propone di rappresentare le diverse problematiche che stanno interessando l’intero agglomerato che in questi anni sta vivendo una fase di isolamento per quanto riguarda le manutenzioni pubbliche. A cominciare dal verde in completo abbandono, compreso un rudere di proprietà del Comune.

Caragol svolge oggi prevalentemente la funzione di quartiere dormitorio, e tale condizione emerge in maniera palese dal fatto non ci sono attività commerciali e artigianali.

L’unico servizio è rappresentato da una parrucchiera e dalla caserma della Guardia Forestale.

È vero che a qualche centinaio di metri c'è la zona commerciale di Galboneddu dove supermercati e pubblici esercizi non mancano, ma è anche vero che bisogna attraversare la 127bis, la direttrice per Olmedo, il cui livello di sicurezza è tra i più precari dell'intera rete stradale della provincia di Sassari, come testimoniano i numerosi incidenti, alcuni con conseguenze gravi anche per le persone coinvolte. La viabilità al accesso al quartiere, e quindi di uscita, è costituita da una rotatoria giocattolo che non è in grado di assolvere ai propri compiti soprattutto perchè deve smaltire quote di traffico consistenti che durante l'estate crescono vistosamente aumentando la pericolosità della circolazione.

E a proposito di viabilità da segnalare, anche se non esiste alcune progettualità di merito, l’ipotesi di un collegamento del quartiere con la prosecuzione della via XX Settembre che raggiungerebbe Caragol proseguendo subito dopo l'istituto scientifico e la scuola media. Dove la stessa circonvallazione prevede una rotatoria. Una ipotesi che garantirebbe un collegamento “ interno “ all'area urbana.



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