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Alghero

Parco, il presidente lascia «per ragioni personali»

di Gian Mario Sias
Parco, il presidente lascia «per ragioni personali»

Già protocollata la lettera di dimissioni di Gigi Cella, nominato in quota Udc Ma anche Efisio Scioni abbandona il cda della Fondazione Meta Alghero

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ALGHERO. Di ufficiale, nero su bianco, c’è solo che Gigi Cella, presidente del Parco naturale regionale di Porto Conte per quindici mesi, si è dimesso. Ieri ha scritto il minimo indispensabile al sindaco di Alghero, al consiglio di amministrazione, al direttore, ai revisori, al segretario generale del Comune e all’assemblea del Parco, che coincide col consiglio comunale. «Motivi strettamente personali», ha spiegato. Ma scava scava, la verità è un’altra. «Lascio senza sbattere la porta, senza nessuna rottura, in piena armonia e soddisfatto dei risultati ottenuti con la collaborazione di tutti», dichiara Cella una volta contattato direttamente, al di là dei comunicati e della lettera protocollata. Ma Cella aggiunge molto di più. «Se il mio passo indietro è utile alla ragione di Stato, lo faccio volentieri – dice – per la stabilità del Comune e la continuità del lavoro fatto al Parco». In pratica Cella è così in sintonia con l’amministrazione Bruno da farsi da parte. Indicato dall’Udc, di cui è esponente di lungo corso, vicinissimo all’ex assessore regionale ed ex vicesindaco Antonello Usai, è rimasto in carica anche dopo che lo scudocrociato è passato all’opposizione. Ma ora che al sindaco quella casella serve per far quadrare i conti, passa il testimone. C’è un’altra notizia che conferma questa lettura. Ancora non è ufficiale, ma è certo: si dimette anche Efisio Scioni, consigliere di amministrazione della Fondazione Meta Alghero. Anche lui indicato dall’Udc, si fa da parte senza strilli e nemici, senza nessuno che parli negativamente del suo operato o che abbia da ridire sul piano delle leali relazioni avute con l’amministrazione. Si può dire, per citare Gigi Cella, che anche le sue dimissioni rispondono alla ragione di Stato. Mario Bruno ci guadagna e il suo ultimo anno alla guida del Comune si annuncia in discesa, a meno che non intervengano fattori esterni alla Riviera del corallo. In pratica il sindaco può nominare Gavino Scala alla presidenza del Parco e Massimo Cadeddu in Fondazione. Lo storico esponente dell’ala sinistra del Pd, uomo di calcio, è destinato già da mesi a sostituire Cella e scalpita in panchina. Sembra pronto anche il segretario di Confcommercio Alghero, il cui profilo è considerato ideale per quel ruolo di cerniera tra politica e mondo economico che serve per inaugurare il nuovo corso della Fondazione, segnato dall’ingresso dei privati nell’assemblea dei soci. Ieri sera il “piano Bruno” è stato sottoposto al vaglio della maggioranza. Le resistenze dovrebbero essere state superate. Quanto all’ala dell’Udc “filogovernativa”, il sacrificio di Cella e Scioni potrebbe essere ricompensato dal ritorno in maggioranza – con o senza lo stemma della Libertas – di Alessandro Loi, quasi certo, e Donatella Marino, possibile. A loro spetterebbe a quel punto l’indicazione dell’assessore che deve sostituire Raimondo Cacciotto, neoconsigliere regionale del Pd. Questo metterebbe Bruno al riparo dai malumori di Alessandro Nasone, per niente entusiasta del “salvataggio” operato in settembre, quando lui e Mimmo Pirisi blindarono il bilancio in consiglio e consentirono al sindaco di restare in sella. Sia in Fondazione che al Parco, per inciso, la permanenza degli altri consiglieri di amministrazione non è in dubbio.

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