Moltissimi ragazzi aspettano una famiglia
«Un giorno sento un uomo, innamoratissimo di sua moglie, che dice: “Beh, vabbé, quello non è suo figlio, è adottato”. Allora gli chiedo: “Tu vuoi bene a tua moglie?”. Mi dice: “Sì, certo”. Gli chiedo...
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«Un giorno sento un uomo, innamoratissimo di sua moglie, che dice: “Beh, vabbé, quello non è suo figlio, è adottato”. Allora gli chiedo: “Tu vuoi bene a tua moglie?”. Mi dice: “Sì, certo”. Gli chiedo ancora: “Qual è la profondità del sentimento per lei?”. E lui: “Guai se mi mancasse”. Insisto: “Come una sorella?”. Risponde. “No, di più”. Continuo: “Come una mamma?”. Replica: “No, ovvio, ma che c’entra?”. Gli spiego: “C’entra, perché i sentimenti col sangue non c’entrano nulla. L’amore per un figlio adottivo, o di un figlio adottivo, ha la stessa forza, la stessa intensità dell’amore che provi per tua moglie”». Questa rivoluzione, che ha cambiato la vita sua e di sua moglie, ma anche dei suoi ragazzi, Gianni Cherchi la spiega così. Il suo esempio è uno spot vivente a sostegno dell’adozione. «Purtroppo in molti ancora non lo capiscono – dice – e rinunciano ad aiutare tantissimi bambini che hanno semplicemente bisogno di avere una famiglia, di assaporare la normalità». (g.m.s.)
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