Cassonetti sporchi, il Comune sanziona la Ciclat
L’azienda percepirà 55mila euro in meno a causa dell’individuazione di circa 50 contenitori non lavati
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ALGHERO. A saldo della fattura che Ciclat presenterà per maggio, nelle casse dell’azienda mancheranno all’appello 55mila euro e spiccioli. L’ha deciso il segretario generale del Comune di Alghero, Luca Canessa. A tanto ammontano le sanzioni comminate per alcune inadempienze nella pulizia dei cassonetti, stabilite secondo quanto dispone il contratto siglato da amministrazione e società in seguito all’aggiudicazione dell’appalto per la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti e la gestione dell’igiene urbana. Una torta da quasi 70milioni di euro in nove anni: al confronto, le penalità appena comminate da Porta Terra alla società di gestione sono davvero nulla. La sanzione è più che altro un pessimo campanello d’allarme, se è vero che “l’era Ciclat” è appena iniziata e il nuovo corso – con tutto ciò che ne dovrebbe conseguire di virtuoso in termini di organizzazione, dotazioni strumentali, risorse umane e contezza rispetto alla realtà appena mappata e monitorata, con un servizio disegnato su misura per la città e le sue esigenze – non ha nemmeno un anno. Per onore del vero, il richiamo da poche decine di migliaia di euro è abbastanza circoscritto sia sul piano temporale che dal punto di vista della qualità delle mancanze addebitate a Ciclat: il provvedimento firmato da Canessa riguarda il mancato lavaggio dei cassonetti all’inizio dell’anno. Ma la decisione del Comune di procedere con il massimo zelo consentito dagli accordi contrattuale con l’azienda di Ravenna significa solo che l’amministrazione non è minimamente disposta ad accettare ritardi e inadempienze. Un avvertimento, in pratica, con una cifra che non è simbolica ma di certo non mette in ginocchio Ciclat. Il capitolato speciale d’appalto, che è parte integrante del contratto che Ciclat ha firmato per prendere in carico il servizio, prevede che «per le infrazioni agli obblighi contrattuali, rilevate dai competenti uffici anche su fondati reclami dell’utenza, saranno erogate penalità in misura variabile e in relazione alla gravità delle infrazioni stesse e a insindacabile giudizio della stazione appaltante». Proprio come specificato, prima il Comune ha segnalato al gestore l’inadempienza rilevata e ha richiesto le sue giustificazioni. Una volta ricevute, analizzate e ritenute insufficienti – almeno in parte – ha proceduto con la sanzione. I cassonetti della discordia sono 54. «Dalle verifiche poste in essere dall’ufficio di direzione dell’esecuzione del contratto, i contenitori per i quali deve essere applicata la penalità per il mancato lavaggio e per i quali non sono state presentate valide giustificazioni sono 32 per il secco e 22 per l’umido», scrive il segretario generale tra le sue considerazioni, mentre «i giorni di ritardo sono 58», ossia dal 1° gennaio al 28 febbraio. Con due distinte note protocollate in via Columbano il 27 febbraio e il 16 aprile, la Ciclat aveva trasmesso le proprie giustificazioni, ma completate le indagini Luca Canessa, la scorsa settimana ha multato la società. L’impressione è che quei 55mila e 60 euro e 65 centesimi siano solo un avvertimento. (g.m.s.)
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