Posidonia, il centrodestra invoca lo stato di calamità naturale

ALGHERO. «La straordinaria quantità di posidonia portata nelle spiagge dalle mareggiate è una calamità naturale che mette a repentaglio la stagione turistica, intervenga la Regione». Al coro di...

ALGHERO. «La straordinaria quantità di posidonia portata nelle spiagge dalle mareggiate è una calamità naturale che mette a repentaglio la stagione turistica, intervenga la Regione». Al coro di protesta degli operatori balneari e turistici della Riviera del corallo si uniscono anche i partiti di opposizione in consiglio comunale e regionale. Ieri Forza Italia, Fratelli d’Italia, Nuovo Centrodestra, Azione Alghero, Lega Nord, Psd’Az e Gruppo misto di minoranza hanno inscenato un sit-in sopra le montagne di posidonia stoccate nella spiaggia di San Giovanni, a ridosso del porto turistico.

«La portata è straordinaria, servono interventi straordinari», dice il consigliere regionale Marco Tedde, indossando i panni del portavoce di tutta l’alleanza.

«Il Comune si è attivato con ritardo di fronte a un problema arcinoto, ora le spiagge sono impraticabili, gli stabilimenti in difficoltà e i turisti lamentano di trovarsi in un posto diverso da quello descritto da brochure e siti internet», dicono Mario Conoci del Psd’Az, Gianfranco Langella di Fratelli d’Italia, Marco Di Gangi di Azione Alghero, Maria Grazia Salaris del Nuonvo Centrodestra, Giorgia Vaccaro della Lega e Monica Pulina del Gruppo Misto.

La proposta è la rimozione immediata della posidonia spiaggiata, quasi due metri di altezza per due ettari di arenile urbano.

«La si porti nell’azienda agricola della Regione, a Surigheddu», è l’idea che lanciano, tra il provocatorio e il collaborativo. «Al momento tutti quegli ettari sono inutilizzati, e chissà ancora per quanto tempo sarà così – accusano – e d’altronde gli studi scientifici ma anche l’esperienza del passato agricolo di Alghero ci insegnano che la posidonia è ottima per concimare i campi». (g.m.s.)

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