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la polemica 

Commissione pari opportunità si dimettono sei componenti

ALGHERO. Fuga dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Alghero. Non è il titolo di un remake in chiave cittadina di un film assai più celebre, ma la durissima lettera con cui sei componenti...

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ALGHERO. Fuga dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Alghero. Non è il titolo di un remake in chiave cittadina di un film assai più celebre, ma la durissima lettera con cui sei componenti dell’organismo che tutela e rappresenta le istanze di genere e si batte per le pari opportunità nell’accesso alla vita sociale, politica, economica e culturale hanno deciso di accompagnare le dimissioni formalizzate lo scorso fine settimana. Lina Bardino, medico, Giovanna Caria, avvocato, Paola Correddu, neurologa, Giulia Dessole, architetto, Alessandra Mura, giornalista, e Caterina Salerno, opertore socio-sanitario, sbattono la porta. «Al di là delle ragioni che ci hanno condotto a questa decisione, le dimissioni di un terzo della commissione fanno emergere le rilevanti criticità di un organo consultivo istituzionale», affermano le autrici della clamorosa presa di posizione. La commissione Pari opportunità è «nata per favorire la cultura del rispetto e della valorizzazione delle differenze e per superare qualsiasi forma di discriminazione fra i generi – spiegano – ma in quest’anno di attività ci siamo sentite accomunate da un profondo senso di disagio a causa delle irregolarità gestionali commesse in conseguenza della mancanza di democrazia interna e di trasparenza». Parole pesantissime, come la loro scelta di finirla qui, tanto più che «le dimissioni sono ancor più significative perché rappresentano la presa di posizione di donne con provenienza professionale, politica e di vita molto diverse», come sottolineano le dirette interessate prima di affondare l’ultimo colpo, che non mancherà di suscitare repliche e polemiche, anche sul piano politico, tra Porta Terra e via Columbano. «Se una commissione come questa, che ha per suo compito quello di promuovere le pari opportunità, non è capace di garantirne al suo interno – concludono le autrici del documento – non può certo pretendere di avere credibilità agli occhi della collettività di cui è espressione». (g.m.s.)

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