Nuovo blitz della Finanza per il “caso Maria Pia”
di Gian Mario Sias
Le fiamme gialle tornano a Sant’Anna dopo le indagini dello scorso anno Nel mirino l’affidamento di una struttura sportiva, per l’accusa pilotato
2 MINUTI DI LETTURA
ALGHERO. Nuovo blitz della guardia di finanza negli uffici comunali di Sant’Anna. Le fiamme gialle sono tornate nella sede che ospita gli uffici di numerosi settori dell’amministrazione per esaminare documenti e, soprattutto, ascoltare alcuni dipendenti che sarebbero a conoscenza di alcuni elementi di indagine nuovi, emersi negli ultimi mesi, a proposito dell’operazione amministrativa che ha portato all’affidamento in concessione di campi e palestre comunali alle società sportive.
Gli investigatori non parlano, ma da quanto trapela l’incrocio di intercettazioni ambientali e telefoniche che un anno fa ha provocato un terremoto all’interno dell’amministrazione comunale avrebbe indotto i finanzieri a puntare di nuovo i riflettori su Sant’Anna. Per ora sono solo ipotesi, ma il blitz di oggi sarebbe la conseguenza di novità investigative piuttosto rilevanti, sufficienti a giustificare un’operazione che in città non è certo passata inosservata.
Il progetto del Comune di Alghero di affidare in gestione gli impianti sportivi cittadini aveva preso corpo due anni fa. L’allora vicesindaco e assessore Antonello Usai aveva l’obiettivo di consentire un uso più razionale di campi e palestre, una pianificazione delle manutenzioni ordinarie e straordinarie più adeguata alle esigenze della città e un risparmio rispondente alle attese delle casse comunali. Il bando riguardava la gestione delle palestre comunali Vittorio Corbia, Luca Manchia e Mariotti, dei campi di calcio di Santa Maria La Palma, Sa Segada, Maristella, Taulera e dello stadio Mariotti, il campo di bocce di viale I maggio e l’impianto polivalente di atletica e da calcio di Maria Pia. L’operazione aveva però scatenato polemiche e proteste che alla fine hanno ispirato l’indagine, che si era concentrata in particolare sulla struttura di Maria Pia che ospita un campo da calcio e una pista di atletica.
Secondo il Noe la gara per quell’impianto era stata gestita in modo da favorire l’Associazione polisportiva dilettantistica di Antonello Cuccureddu 1969, di cui è presidente il campione della Juventus degli anni Settanta, 69 anni, algherese. Secondo l’ipotesi, l’allora assessore Antonello Usai aveva abusato delle proprie funzioni per condizionare l’attività di Giovanni Salvatore Mulas, dirigente del settore, e Giovanni Salvatore Chessa, dipendente comunale, presidente e segretario della commissione che ha assegnato il campo a Cuccureddu. Per l’accusa i due hanno indirizzato le loro scelte a favore della sua polisportiva, maggiorando i punteggi, falsificando i verbali di gara e omettendo di indicare le operazioni realmente avvenute, senza rispettare i principi di trasparenza e imparzialità della pubblica amministrazione. E ora l’aggiudicazione di quegli impianti sportivi torna nel mirino della giustizia.
Gli investigatori non parlano, ma da quanto trapela l’incrocio di intercettazioni ambientali e telefoniche che un anno fa ha provocato un terremoto all’interno dell’amministrazione comunale avrebbe indotto i finanzieri a puntare di nuovo i riflettori su Sant’Anna. Per ora sono solo ipotesi, ma il blitz di oggi sarebbe la conseguenza di novità investigative piuttosto rilevanti, sufficienti a giustificare un’operazione che in città non è certo passata inosservata.
Il progetto del Comune di Alghero di affidare in gestione gli impianti sportivi cittadini aveva preso corpo due anni fa. L’allora vicesindaco e assessore Antonello Usai aveva l’obiettivo di consentire un uso più razionale di campi e palestre, una pianificazione delle manutenzioni ordinarie e straordinarie più adeguata alle esigenze della città e un risparmio rispondente alle attese delle casse comunali. Il bando riguardava la gestione delle palestre comunali Vittorio Corbia, Luca Manchia e Mariotti, dei campi di calcio di Santa Maria La Palma, Sa Segada, Maristella, Taulera e dello stadio Mariotti, il campo di bocce di viale I maggio e l’impianto polivalente di atletica e da calcio di Maria Pia. L’operazione aveva però scatenato polemiche e proteste che alla fine hanno ispirato l’indagine, che si era concentrata in particolare sulla struttura di Maria Pia che ospita un campo da calcio e una pista di atletica.
Secondo il Noe la gara per quell’impianto era stata gestita in modo da favorire l’Associazione polisportiva dilettantistica di Antonello Cuccureddu 1969, di cui è presidente il campione della Juventus degli anni Settanta, 69 anni, algherese. Secondo l’ipotesi, l’allora assessore Antonello Usai aveva abusato delle proprie funzioni per condizionare l’attività di Giovanni Salvatore Mulas, dirigente del settore, e Giovanni Salvatore Chessa, dipendente comunale, presidente e segretario della commissione che ha assegnato il campo a Cuccureddu. Per l’accusa i due hanno indirizzato le loro scelte a favore della sua polisportiva, maggiorando i punteggi, falsificando i verbali di gara e omettendo di indicare le operazioni realmente avvenute, senza rispettare i principi di trasparenza e imparzialità della pubblica amministrazione. E ora l’aggiudicazione di quegli impianti sportivi torna nel mirino della giustizia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
