Colletta per il ricorso contro il Pai
Iniziativa del Comitato zonale della Nurra sostenuta dai gruppi di opposizione
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ALGHERO. Il Comitato zonale della Nurra fa “colletta” e le opposizioni lo sostengono. Movimento Cinque Stelle e Forza Italia intervengono apertamente nel dibattito sullo studio di compatibilità idrica commissionato dal Comune di Alghero per aggiornare prima possibile il Pai, sbloccare una volta per tutte il Piano di conservazione e valorizzazione della bonifica storica e consentire alle imprese agricole del territorio di accedere ai finanziamenti del Piano di sviluppo rurale.
Il documento tecnico è nell’occhio del ciclone già da un po’. L’eccesso di zelo con cui si è valutato il rischio idrogeologico in un’area di 800 ettari in cui vivono 150 famiglie, la cui economia si basa prevalentemente su agricoltura, zootecnia e agriturismo, ha scatenato le ire dei diretti interessati e del Comitato zonale della Nurra. Nei giorni scorsi, durante un incontro aperto a tutte le forze politiche ma snobbato dal centrosinistra in blocco, è stata ribadita la volontà di rivolgersi ad altri tecnici e a dei legali per far valere le ragioni di questo territorio e di chi lo vive. Una battaglia di principio rispetto alla quale nessuno si tira indietro, ma che comporterà costi per 30mila euro.
«Il comitato è intenzionato ad andare avanti, ma dovrà sostenere ingenti spese per far realizzare uno studio di dettaglio in un’area pilota e per sostenere le spese legali – è l’appello di Ferrara e Porcu – per questo scopo hanno deciso di auto-quotarsi e di chiedere un libero contributo a chi voglia aiutarli». I pentastellati ci stanno. «Qualcuno vuole approvare pur di approvare, senza fermarsi a ragionare sulle conseguenze – dicono – noi sosteniamo i cittadini che, con impegno e dedizione, lavorano per tutelare gli interessi di tutti».
All’attacco anche Forza Italia. «Il Piano di assetto idrogeologico è propedeutico a qualsiasi programmazione urbanistica, ma questa amministrazione si era scordata di affrontare la questione fino a poco tempo fa – dicono gli azzurri – e oggi lo fa in maniera frettolosa, schizofrenica e caotica, con un documento lacunoso rispetto al quale anche la Regione non ha mancato di manifestare serie perplessità».
Di fronte allo scenario emerso dallo studio tecnico, è l’accusa «l’amministrazione ha preferito chiudersi in un incomprensibile muro istituzionale, che ha costretto i cittadini dell’agro ad assumere ruolo di garanti di sé stessi». (g.m.s.)
Il documento tecnico è nell’occhio del ciclone già da un po’. L’eccesso di zelo con cui si è valutato il rischio idrogeologico in un’area di 800 ettari in cui vivono 150 famiglie, la cui economia si basa prevalentemente su agricoltura, zootecnia e agriturismo, ha scatenato le ire dei diretti interessati e del Comitato zonale della Nurra. Nei giorni scorsi, durante un incontro aperto a tutte le forze politiche ma snobbato dal centrosinistra in blocco, è stata ribadita la volontà di rivolgersi ad altri tecnici e a dei legali per far valere le ragioni di questo territorio e di chi lo vive. Una battaglia di principio rispetto alla quale nessuno si tira indietro, ma che comporterà costi per 30mila euro.
«Il comitato è intenzionato ad andare avanti, ma dovrà sostenere ingenti spese per far realizzare uno studio di dettaglio in un’area pilota e per sostenere le spese legali – è l’appello di Ferrara e Porcu – per questo scopo hanno deciso di auto-quotarsi e di chiedere un libero contributo a chi voglia aiutarli». I pentastellati ci stanno. «Qualcuno vuole approvare pur di approvare, senza fermarsi a ragionare sulle conseguenze – dicono – noi sosteniamo i cittadini che, con impegno e dedizione, lavorano per tutelare gli interessi di tutti».
All’attacco anche Forza Italia. «Il Piano di assetto idrogeologico è propedeutico a qualsiasi programmazione urbanistica, ma questa amministrazione si era scordata di affrontare la questione fino a poco tempo fa – dicono gli azzurri – e oggi lo fa in maniera frettolosa, schizofrenica e caotica, con un documento lacunoso rispetto al quale anche la Regione non ha mancato di manifestare serie perplessità».
Di fronte allo scenario emerso dallo studio tecnico, è l’accusa «l’amministrazione ha preferito chiudersi in un incomprensibile muro istituzionale, che ha costretto i cittadini dell’agro ad assumere ruolo di garanti di sé stessi». (g.m.s.)
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