Alghero, la guerra dei tavolini si sposta sulla Muraglia
di Gian Mario Sias
Lo spazio conteso fra ristoranti sfocia in una denuncia alla magistratura. Uno dei due gestori è destinatario di un’ordinanza di sgombero mai eseguita
2 MINUTI DI LETTURA
ALGHERO. A grandissimi richiesta, con un ritardo quasi preoccupante, torna “la guerra dei tavolini”. Un grande classico dell’estate algherese, l’eterno dibattito tra esercenti e amministrazione comunale, ma anche tra esercenti confinanti tra loro, si ripresenta. L’utilizzo del suolo pubblico a opera di ristoranti, bar, pizzerie e altri pubblici esercizi torna a far parlare di sé alla “muraglia”, ossia i bastioni Marco Polo. A scatenare la guerra a colpi di carte bollate e la convivenza impossibile tra il “Bar Ristorante Mirador – La Fortezza del sole” e il “Miques de Mirall Ristorante Loung Bar”. Entrambi con ingresso in via Manno, entrambi danno sui bastioni e si contendono un posto in prima fila in una delle passeggiate più suggestive e più battute dai turisti. Lo spazio è quello che è, così la corsa al suolo pubblico per tavolini e sedie con vista su Capo Caccia, in una delle terrazze naturali più belle della città, si è trasformata in un contenzioso su cui l’amministrazione comunale si è già espressa. Sulla carta. Chi ha ragione lo dirà un tribunale. Per l’ordinanza del Comune, il Mirador non avrebbe diritto allo spazio occupato sinora. Il documento firmato dal responsabile del servizio lo dice a chiare lettere. I diretti interessati preferiscono non pronunciare verbo e attendono di far valere le loro ragioni in tribunale. La controparte invece non intende far passare un’altra estate senza che si faccia niente. Così, tra provvedimenti amministrativi, esposti alla Procura e altri atti, nei giorni scorsi i titolari del Miques de Mirall hanno deciso di rivolgersi alla guardia di finanza. Più che con i loro vicini, se la prendono con l’amministrazione comunale. «Dopo tre anni di lotte, il Comune si è reso conto di aver sbagliato, concedendo il suolo pubblico a un ristorante cui non spettava», dice a chiare lettere Angelo Serra, responsabile del ristorante di cui è titolare sua moglie, Uliana Zheltov. Nonostante «quella concessione di suolo pubblico sia stata revocata da quattro mesi e ci sia un ordine di sgombero e di sequestro delle attrezzature – prosegue – chi doveva non ha fatto il suo dovere, nonostante i vari solleciti». Il motivo di tanta ira è semplice. «Non disporre di quello spazio, che ci spetta, per noi è un danno enorme – conclude – oltre che una grave ingiustizia». In attesa del pronunciamento del tribunale, la lite tra i due ristoranti è servita.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
