Wwf: «Piante pioniere, non erbacce»

Il Comune vuole estirpare la vegetazione che ha invaso la spiaggia incannicciata

ALGHERO. Al di là di qualsiasi valutazione politica, amministrare ad Alghero non è per niente semplice. Per esempio può capitare che il vento porti la sabbia per strada, e che allora ci si industri per trovare soluzioni in grado di contenere fenomeni erosivi così clamorosi. E può capitare che le soluzioni adottate d’inverno possano non rivelarsi sufficienti, per cui in via sperimentale gli incannicciati sistemati sul sistema dunale urbano restino lì, impalati nella sabbia, anche in estate. E allora capita che gli operatori balneari, ma anche i gestori di pubblici esercizi come bar, pizzerie e ristoranti, protestino perché l’orizzonte con Capo Caccia sullo sfondo, tanto amato dagli algheresi e dai turisti, venga completamente oscurato da quelle barriere che in estate, per onor del vero, in altre località turistiche non si vedono perché vengono rimosse. Capita che il Comune, per cercare di salvare capra e cavoli, decida allora di ripulire dalle erbacce quelle zone della spiaggia protette dalla cannicciata. E capita, infine, che insorga allora il Wwf. Che per prima cosa chiede che quelle non siano chiamate erbacce ma piante pioniere. E, soprattutto, chiede che «nessuno tocchi le piante pioniere». Roba da far venire il capogiro anche al più paziente degli amministratori locali. Nel corso degli ultimi mesi, più o meno dalla fine del 2017, il Wwf regionale ha prestato molta attenzione al lido di Alghero e alla sua spiaggia.

In una serie di rapporti inviati al Comune di Alghero, si sottolineava che le forti burrasche provocano la dispersione della sabbia per strada e sui marciapiedi dove si creano cumuli che poi necessitano di essere puliti prima di essere riposizionati in spiaggia. Evidenziando l’assoluta inefficienza di quella strategia, il Wwf plaude alla scelta di mitigare il fenomeno erosivo con l’installazione degli incannucciati. E plaude per il fatto che gli incannucciati siano stati lasciati impiantati anche in estate. Non solo perché la sabbia resta al suo posto. «Questa soluzione, presumibilmente sperimentale, ha dimostrato che se la sabbia non viene movimentata si ricrea la vegetazione pioniera fondamentale per impedire l’asporto della sabbia dagli agenti atmosferici», è la riflessione promossa dall’associazione ambientalista, che sulle questioni algheresi ha sempre prestato particolare attenzione. «Si sta assistendo a un bel fenomeno di rinaturalizzazione delle piante pioniere in una fascia di alcuni metri – è la conclusione – perciò chiediamo che vengano interrotti i lavori di pulizia e che non vengano estirpate». (g.m.s.)

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