Alga tossica ad Alghero, proseguono i controlli

L’Arpas ne ha confermato la presenza con concentrazioni oltre il limite di legge

ALGHERO. L’alga Ostreopsis Ovata è ancora presente nel tratto di mare in zona Las Tronas. A confermarlo sono i responsabili dell'Arpas, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente in Sardegna, dopo gli esami del prelievo effettuato lo scorso 30 luglio.

La concentrazione dell’alga, in base alle ultime analisi, è poco al di sopra della soglia oltre la quale scatta la fase emergenza in base al decreto ministeriale del 30 marzo 2010. I monitoraggi ora saranno più frequenti, il prossimo sarà effettuato la prossima settimana.

La Ostreopsis Ovata è un’alga potenzialmente tossica e, in ogni caso, la sindrome clinica è da considerarsi completamente benigna e non paragonabile ad altre sindromi tossiche causate da alghe.

L’intossicazione potrebbe essere causata dalla fioritura dell’alga, non visibile a occhio nudo, i cui sintomi indirizzano verso un meccanismo irritativo sulle mucose respiratorie e congiuntivali, con conseguente irritazione, raffreddore, difficoltà respiratorie e febbre. Il tutto potrebbe avvenire tramite inalazione di tossine prodotte dall'alga o di frammenti di cellule presenti nell'aerosol marino.

La presenza dell’alga Ostreopsis Ovata non causa solo sindromi influenzali negli esseri umani, ma anche ad alcuni organismi presenti nel’'ambiente marino dove l'alga è accresciuta in numero. Particolarmente colpiti i molluschi muniti di conchiglia. Il pericolo maggiore potrebbe arrivare proprio dall’ingestione di questi molluschi che, anche se cotti, provocano una tossinfezione alimentare conosciuta come ciguatera con sintomatologia classica di vomito e diarrea. L’alga in questione è tipica dei climi caldi, in particolare tropicali, ma dalla fine degli anni 90 è apparsa nelle coste della Toscana, poi Liguria e in Puglia. Con il passare degli anni il fenomeno si allargato anche ad altre zone dell'Italia compresa la Sardegna. (n.nie.)

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