polpa di riccio sequestrata
Pescatori abusivi in azione da mesi
Per le forze dell’ordine non si tratterebbe di un episodio isolato
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ALGHERO. L'operazione portata a buon fine nei giorni scorsi dalla guardia di finanza in collaborazione con la sezione navale, con il sequestro di oltre 31 chili di polpa di riccio e l’inviduazione dei pescatori abusivi, cinque uomini di origine campana, in violazione del fermo biologico in atto, potrebbe non essere un caso isolato.
Gli elementi raccolti dalle Fiamme Gialle, e oggetto di indagini al momento in corso, lascerebbero intravedere di una attività di bracconaggio perseguita nel tempo secondo una strategia piuttosto precisa e organizzata. La polpa raccolta e conservata in vasetti custoditi in frigo sarebbe il frutto di un prelievo superiore ai 25 mila ricci. Un quantitativo imponente le cui ricadute sul piano ambientale sono devastanti in quanto il prelievo è avvenuto durante il fermo biologico, quindi nella fase di maturazione del riccio, con inevitabili ripercussioni in prospettiva sulla popolazione dello spinoso frutto di mare. Va anche detto che la raccolta del riccio da parte dei bracconieri avveniva, come risulta dalle indagini, anche in luoghi abitualmente frequentati da bagnanti, sia in prossimità dei litorali sabbiosi e sia nella fascia delle scogliere a sud della città. A questo proposito dalle Fiamme Gialle giunge un invito a quanti assistono a situazioni di questo genere per una immediata segnalazione alle forze dell'ordine in modo da attivare immediatamente controlli e verifiche e quindi scongiurare ulteriori devastazioni. I cinque pescatori di frodo sono stati oggetto di una sanzione amministrativa di circa 6 mila euro. Dai vasetti custoditi in frigo, una volta immessi nel mercato , secondo alcune stime di sarebbero potuti realizzare circa 30 mila euro nel periodo in cui la pesca è consentita. Secondo le leggi di mercato della domanda e dell'offerta, diversa risulterebbe la quotazione della polpa di riccio nel periodo di fermo biologico, e naturalmente con un vistoso aumento, quando il prodotto dovrebbe sparire dai menu della rete della ristorazione essendone vietata la pesca. (g.o.)
Gli elementi raccolti dalle Fiamme Gialle, e oggetto di indagini al momento in corso, lascerebbero intravedere di una attività di bracconaggio perseguita nel tempo secondo una strategia piuttosto precisa e organizzata. La polpa raccolta e conservata in vasetti custoditi in frigo sarebbe il frutto di un prelievo superiore ai 25 mila ricci. Un quantitativo imponente le cui ricadute sul piano ambientale sono devastanti in quanto il prelievo è avvenuto durante il fermo biologico, quindi nella fase di maturazione del riccio, con inevitabili ripercussioni in prospettiva sulla popolazione dello spinoso frutto di mare. Va anche detto che la raccolta del riccio da parte dei bracconieri avveniva, come risulta dalle indagini, anche in luoghi abitualmente frequentati da bagnanti, sia in prossimità dei litorali sabbiosi e sia nella fascia delle scogliere a sud della città. A questo proposito dalle Fiamme Gialle giunge un invito a quanti assistono a situazioni di questo genere per una immediata segnalazione alle forze dell'ordine in modo da attivare immediatamente controlli e verifiche e quindi scongiurare ulteriori devastazioni. I cinque pescatori di frodo sono stati oggetto di una sanzione amministrativa di circa 6 mila euro. Dai vasetti custoditi in frigo, una volta immessi nel mercato , secondo alcune stime di sarebbero potuti realizzare circa 30 mila euro nel periodo in cui la pesca è consentita. Secondo le leggi di mercato della domanda e dell'offerta, diversa risulterebbe la quotazione della polpa di riccio nel periodo di fermo biologico, e naturalmente con un vistoso aumento, quando il prodotto dovrebbe sparire dai menu della rete della ristorazione essendone vietata la pesca. (g.o.)
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