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Alghero

Universitari senza mensa da due anni

Universitari senza mensa da due anni

L’Ersu ha pubblicato l’ennesimo bando, quelli precedenti sono andati deserti

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ALGHERO. Ormai da due anni gli studenti della facoltà di Architettura dell’università di Sassari non fruiscono del servizio mensa. Ripetuti bandi di gara per l’assegnazione del servizio sono andati deserti, sembra che l’appalto non muova alcun interesse da parte del mondo della ristorazione algherese, peraltro solitamente bene strutturato, e ora l’Ersu il 20 agosto scorso, ha proceduto a una nuova chiamata di manifestazione di interesse per l’assegnazione del servizio. Il bando scadrà il prossimo 31 agosto. La gara interessa la somministrazione di circa 8 mila pasti il cui prezzo a base d’asta è fissato in 12 euro, Iva esclusa.

La scadenza del 31 di agosto è stata individuata per consentire, una volta aggiudicato l’appalto, di procedere alle verifiche tecniche e amministrative dell’impresa vincente e quindi poter cominciare a offrire il servizio all’inizio della attività didattica che nel prossimo settembre sarà operativa.

Mentre l’Ersu continua, secondo le procedure vigenti, a cercare di portare a compimento la possibilità di assicurare agli studenti la mensa universitaria, il silenzio più assoluto, a livello politico, domina la questione della casa dello studente.

Una dotazione di tipo ricettivo che risulterebbe utilissima per le centinaia di studenti che, non risiedendo ad Alghero, sono costretti a cercare soluzioni abitative affidandosi al mercato delle locazioni immobiliari.

Un mercato indubbiamente florido, per chi ne trae beneficio, ma che non risponde però a quelle logiche sociali del diritto allo studio che faciliterebbero le famiglie degli studenti nell’accompagnare i corsi di studio dei propri figli costretti a frequentare le lezioni universitarie lontano dai luoghi di origine.

Fino a oggi di casa dello studente si è solo parlato, c’è stato un poco convinto tentativo di trovare ospitalità in un albergo cittadino e c’è stata perfino un idea progettuale per la realizzazione dell’edificio nel tratto terminale di via XX Settembre, in un area destinata appunto a servizi di quartiere. Vale la pena di ricordare che nel momento in cui era apparso possibile che la città accogliesse la sede di una facoltà universitaria, circa 15 anni fa, l’amministrazione comunale ha risposto con grande disponibilità, assegnando all’istituzione i “gioielli di famiglia” quali il prestigioso complesso di Santa Chiara sui bastioni Marco Polo e nel centro storico, il palazzo del Pou Salit, l’ex asilo Sella di via Garibaldi per citarne alcuni. (g.o.)



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