Le strade della Bonifica dimenticate dalla Regione
di Gian Mario Sias
Il Comune non può accedere ai fondi: la rete di 120 chilometri non è municipale Il Comitato della Nurra: è paradossale, intere comunità sono abbandonate
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ALGHERO. La Regione finanzia il rifacimento della strade rurali e forestali con una misura apposita. Alghero concorre e chiede 160mila euro per mettere l’asfalto in uno sterrato vicino all’aeroporto. Su 221 domande, quella partita dalla Riviera del corallo si piazza malissimo: 218° posto. Andando a capire perché – nonostante il recente decreto di Pier Luigi Caria, assessore regionale dell’Agricoltura, per aumentare le risorse finanziarie dedicate a questo specifico bando del Piano di sviluppo rurale – si scopre il paradosso del mancato finanziamento: il bando prevede che le strade candidate siano comunali, mentre quella per cui son stati chiesti i soldi è regionale.
Sì, esatto: la misura del Psr della Regione per “investimenti volti a migliorare le condizioni della viabilità rurale e forestale”, destinata ai Comuni e ai consorzi di strade vicinali, non finanzia il rifacimento delle strade di proprietà della Regione, praticamente tutte quelle della Bonifica storica di Alghero. A denunciare l’anomalia è il Comitato zonale della Nurra. «Anche stavolta le borgate, le aziende e le comunità restano al palo», protesta la presidente Tiziana Lai. Il Comitato non lesina critiche per come è stata gestita la questione a livello locale. «Le strade della bonifica non sono finanziabili perché di proprietà regionale e non comunale – dice la presidente – è sconcertante ma lo prevede il bando e l’avevamo rimarcato». Si sapeva, insomma, ma questo dettaglio «era sconosciuto ai rappresentati politici dell’agro – attacca – che hanno segnalato agli uffici la zona di intervento e hanno lavorato per la raccolta dei documenti». Sull’argomento, la pazienza di abitanti e imprenditori della Bonifica è finita. «La questione strade e beni ex Laore, chiese comprese, è irrisolta da tanto – lamenta – ma Comune e Regione non pongono la dovuta attenzione». Risultato, «nel gioco del rimbalzo delle competenze chi ci rimette è il territorio», protesta Lai.
«Abbiamo 120 chilometri di strade su cui è assente la segnaletica orizzontale e verticale, in alcuni tratti ci sono gravi rischi per l’incolumità pubblica, in molti resiste lo sterrato – insiste – dove c’è, l’asfalto è danneggiato e crea problemi ai mezzi, compresi gli scuolabus. La vegetazione spontanea invade la carreggiata e causa ulteriore deterioramento e problemi per il sicuro passaggio dei mezzi». A questo punto la domanda sorge spontanea. «Possibile che la Regione predisponga i bandi del Psr e che un territorio come la bonifica, creata per fare agricoltura e oggi sede di importanti realtà economiche, non possa accedere ai contributi stanziati dalla stessa proprietaria dei beni?». E poi, «è veramente cosi difficile trovare una formula per l’acquisizione di quei beni da parte del Comune, prevedendo un finanziamento ad hoc per la manutenzione straordinaria?».
Sì, esatto: la misura del Psr della Regione per “investimenti volti a migliorare le condizioni della viabilità rurale e forestale”, destinata ai Comuni e ai consorzi di strade vicinali, non finanzia il rifacimento delle strade di proprietà della Regione, praticamente tutte quelle della Bonifica storica di Alghero. A denunciare l’anomalia è il Comitato zonale della Nurra. «Anche stavolta le borgate, le aziende e le comunità restano al palo», protesta la presidente Tiziana Lai. Il Comitato non lesina critiche per come è stata gestita la questione a livello locale. «Le strade della bonifica non sono finanziabili perché di proprietà regionale e non comunale – dice la presidente – è sconcertante ma lo prevede il bando e l’avevamo rimarcato». Si sapeva, insomma, ma questo dettaglio «era sconosciuto ai rappresentati politici dell’agro – attacca – che hanno segnalato agli uffici la zona di intervento e hanno lavorato per la raccolta dei documenti». Sull’argomento, la pazienza di abitanti e imprenditori della Bonifica è finita. «La questione strade e beni ex Laore, chiese comprese, è irrisolta da tanto – lamenta – ma Comune e Regione non pongono la dovuta attenzione». Risultato, «nel gioco del rimbalzo delle competenze chi ci rimette è il territorio», protesta Lai.
«Abbiamo 120 chilometri di strade su cui è assente la segnaletica orizzontale e verticale, in alcuni tratti ci sono gravi rischi per l’incolumità pubblica, in molti resiste lo sterrato – insiste – dove c’è, l’asfalto è danneggiato e crea problemi ai mezzi, compresi gli scuolabus. La vegetazione spontanea invade la carreggiata e causa ulteriore deterioramento e problemi per il sicuro passaggio dei mezzi». A questo punto la domanda sorge spontanea. «Possibile che la Regione predisponga i bandi del Psr e che un territorio come la bonifica, creata per fare agricoltura e oggi sede di importanti realtà economiche, non possa accedere ai contributi stanziati dalla stessa proprietaria dei beni?». E poi, «è veramente cosi difficile trovare una formula per l’acquisizione di quei beni da parte del Comune, prevedendo un finanziamento ad hoc per la manutenzione straordinaria?».
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