Comune, dirigenti in fuga lasciano Ledda e Caria
di Gian Mario Sias
Rompete le righe a Porta Terra, ai saluti anche il comandante Guido Calzia A reggere la macchina amministrativa di Bruno sono rimasti solamente in tre
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ALGHERO. Al Comune di Alghero è una continua fuga di dirigenti. Gli ultimi in ordine di apparizione ad abbandonare il “Grand Hotel Porta Terra” sono Massimo Ledda, dirigente dei Lavori pubblici, e Francesca Caria, il cui addio è in corso di formalizzazione. Sono gli ultimi, ma resteranno tali solo per poco: nei prossimi giorni saluterà e andrà via anche Guido Calzia, comandante della polizia locale e dirigente del Demanio. Massimo Ledda e Francesca Caria non saranno più gli ultimi, ma di sicuro non potranno mai essere considerati i primi: prima di loro il ricambio è stato continuo e frequente, roba da far venire il capogiro al sindaco Mario Bruno e da costringere il segretario generale Luca Canessa a fare acrobazie per gestire tutto questo traffico in direzione di Rudas e per ricomporre continuamente il vertice della macchina amministrativa.
A volerla mettere sul citazionismo spinto, la situazione ricorda molto quella che nel film “Higlander” è rimasta immortalata da una frase cult: “Ne resterà soltanto uno”. Ma quel che sta capitando rimanda anche alla filastrocca musicale pubblicata da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia nel 1961: “Siamo rimasti in tre”. Sì, perché in questo momento a reggere le intere sorti dell’amministrazione sono rimasti Giansalvo Mulas, l’unico che c’era già quando è iniziata l’amministrazione Bruno, attualmente ai Servizi demografici, Pietro Nurra, che dirige il settore Finanze e quello dei Servizi sociali, e Gianni Balzano, arrivato da poco più di un mese ad Alghero per coordinare gli uffici dell’Urbanistica. A onore del vero, assolve a funzioni di dirigente anche il segretario generale, Luca Canessa, uno dei primi a inaugurare questa sorta di spoil system naturale.
Ogni volta si è parlato di motivi personali, di nuove e importanti opportunità professionali, di esigenze familiari, di scadenza naturale dei contratti a tempo determinato. Ma è un dato di fatto che tra il sindaco Mario Bruno e l’apice della struttura amministrativa il feeling non è mai sbocciato. Il primo addio dall’inizio dell’era Bruno è stato quello del segretario generale Antonino Puledda. Quando Bruno ha varcato la soglia di Sant’Anna, i dirigenti erano Francesca Caria, Giovanni Spanedda, Giansalvo Mulas e Guido Calzia. Nella seconda parte del 2014 è arrivato Franco Satta: doveva stare tre anni ma è tornato a Porto Torres un anno prima. Nello stesso periodo era stato promosso sul campo anche Alberto Marrone, che però poi è tornato a fare il funzionario e a fine 2017 ha seguito Satta a Porto Torres. Dopo l’addio di Puledda, il segretario è stato Salvatore Masia, in distacco dalla Provincia di Sassari. A fine 2015 è arrivato Luca Canessa e Masia è andato a fare il dirigente. Quando Bruno ha deciso di procedere con la seconda rivoluzione della struttura, sono arrivati Michele Saglioni e Pietro Nurra. Saglioni è tornato vicino a casa, Masia è rientrato in Provincia, Spanedda è andato in Regione. La destinazione di Massimo Ledda, Francesca Caria e Guido Calzia la si scoprirà a breve. Il primo a sollevare il problema pubblicamente è Michele Pais, consigliere comunale della Lega, al quale questi nuovi forfait non sono sfuggiti. «La fuga dal Comune di Alghero da parte di dirigenti e responsabili di settori amministrativi pare essere inarrestabile – stigmatizza – colpa della mancanza di serenità creata dall’amministrazione Bruno, responsabile di aver distrutto l’intera macchina amministrativa».
A volerla mettere sul citazionismo spinto, la situazione ricorda molto quella che nel film “Higlander” è rimasta immortalata da una frase cult: “Ne resterà soltanto uno”. Ma quel che sta capitando rimanda anche alla filastrocca musicale pubblicata da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia nel 1961: “Siamo rimasti in tre”. Sì, perché in questo momento a reggere le intere sorti dell’amministrazione sono rimasti Giansalvo Mulas, l’unico che c’era già quando è iniziata l’amministrazione Bruno, attualmente ai Servizi demografici, Pietro Nurra, che dirige il settore Finanze e quello dei Servizi sociali, e Gianni Balzano, arrivato da poco più di un mese ad Alghero per coordinare gli uffici dell’Urbanistica. A onore del vero, assolve a funzioni di dirigente anche il segretario generale, Luca Canessa, uno dei primi a inaugurare questa sorta di spoil system naturale.
Ogni volta si è parlato di motivi personali, di nuove e importanti opportunità professionali, di esigenze familiari, di scadenza naturale dei contratti a tempo determinato. Ma è un dato di fatto che tra il sindaco Mario Bruno e l’apice della struttura amministrativa il feeling non è mai sbocciato. Il primo addio dall’inizio dell’era Bruno è stato quello del segretario generale Antonino Puledda. Quando Bruno ha varcato la soglia di Sant’Anna, i dirigenti erano Francesca Caria, Giovanni Spanedda, Giansalvo Mulas e Guido Calzia. Nella seconda parte del 2014 è arrivato Franco Satta: doveva stare tre anni ma è tornato a Porto Torres un anno prima. Nello stesso periodo era stato promosso sul campo anche Alberto Marrone, che però poi è tornato a fare il funzionario e a fine 2017 ha seguito Satta a Porto Torres. Dopo l’addio di Puledda, il segretario è stato Salvatore Masia, in distacco dalla Provincia di Sassari. A fine 2015 è arrivato Luca Canessa e Masia è andato a fare il dirigente. Quando Bruno ha deciso di procedere con la seconda rivoluzione della struttura, sono arrivati Michele Saglioni e Pietro Nurra. Saglioni è tornato vicino a casa, Masia è rientrato in Provincia, Spanedda è andato in Regione. La destinazione di Massimo Ledda, Francesca Caria e Guido Calzia la si scoprirà a breve. Il primo a sollevare il problema pubblicamente è Michele Pais, consigliere comunale della Lega, al quale questi nuovi forfait non sono sfuggiti. «La fuga dal Comune di Alghero da parte di dirigenti e responsabili di settori amministrativi pare essere inarrestabile – stigmatizza – colpa della mancanza di serenità creata dall’amministrazione Bruno, responsabile di aver distrutto l’intera macchina amministrativa».
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