Arenosu, l’ex campo rom diventerà parco attrezzato
di Gian Mario Sias
Sono iniziati i lavori di bonifica. Il progetto affidato dalla Regione al Comune Il sindaco Mario Bruno: «È un obiettivo di mandato che si conclude con successo»
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ALGHERO. A quasi tre anni dallo sgombero del campo rom, il parco urbano dell’Arenosu torna a nuova vita. Un’area verde di straordinario pregio, dal potenziale ambientale e turistico elevatissimo grazie anche alla contiguità con l’area lagunare del Calich, sarà presto restituita alla comunità e ai visitatori dopo essere stata off limits per oltre trent’anni. Questo è un indiscutibile effetto indotto dell’azione realizzata dal sindaco Mario Bruno non appena insediato, con l’obiettivo dichiarato di favorire l’integrazione della comunità algherese di etnia rom, composta da donne e uomini che in molti casi sono nati ad Alghero e che sino al gennaio 2015 hanno vissuto sempre e solo all’Arenosu. Nei giorni scorsi è partito il processo di riconversione ambientale dell’area attraverso i lavori di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica di tutta l’area. Le attività artigianali portate avanti all’interno della pineta per molto tempo, ma anche l’agglomerato di dimore removibili e altri manufatti, hanno prodotto un accumulo spropositato di rifiuti di varia estrazione, che come hanno dimostrato alcuni incendi che si sono verificati nel corso degli anni rappresentano un pericolo enorme per la salute pubblica e per l’ambiente, dato che l’area risulta al momento fortemente inquinata. Dall’analisi del rischio effettuata dal Comune di Alghero è emersa la presenza di sostanze cancerogene, con la necessità di completare la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi ancora presenti. Pur non essendo il proprietario dell’area, subito dopo lo sgombero il Comune aveva chiesto e ottenuto dalla Regione le risorse per bonificare l’Arenosu. Un finanziamento da un milione di euro reperiti dal Patto per la Sardegna che consentendo, finalmente, l’avvio degli interventi. In attesa che si completi il trasferimento dell’intera somma, i primi lavori riguarderanno la completa recinzione dell’area. Nei primi mesi del 2019 si procederà con le operazioni di smaltimento dei rifiuti. Terminata la prima rimozione si procederà, secondo quanto prescritto dalla conferenza dei servizi, ad analizzare chimicamente i terreni oggetto d’inquinamento, aggiornando se necessario gli elaborati tecnici dell’analisi di rischio e predisponendo le definitive operazioni di bonifica, presumibilmente mediante asportazione e conferimento in discarica autorizzata. Questo consentirà poi di realizzare un parco attrezzato, trasformando un simbolo di degrado in una risorsa. Per Mario Bruno «è un obbiettivo di mandato che si conclude con successo, un bell’esempio di rigenerazione urbana reso possibile dalla caparbietà amministrativa e dal lavoro costante e qualificato».
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