La Nuova Sardegna

Alghero

A Ungias Galantè una casa per le imprese artigianali

di Gianni Olandi
A Ungias Galantè una casa per le imprese artigianali

Completato l’insediamento, occupati tutti i 14 ettari dell’area produttiva Al Consorzio sono arrivate nuove richieste ma non ci sono più lotti disponibili 

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ALGHERO. È trascorso quasi un quarto di secolo da quando a un gruppo di artigiani algheresi venne in mente di sollecitare l’adozione di un Piano di Intervento Produttivo (Pip) destinato a insediamenti artigiani, commerciali e turistici, e nel 2018 quell’idea si è concretizzata a Ungias e Galantè, nella immediata periferia della città, sulla strada dei Due Mari. Uno degli artigiani che allora si prese a cuore la realizzazione di una casa dove produrre è stato Carmine Cattogno, oggi presidente del Consorzio Ungias-Galantè, operatore nel comparto dei marmi e delle attività legate all’edilizia.

Quattordici ettari completamente infrastrutturati, con una viabilità interna funzionale e adatta per il passaggio dei mezzi pesanti, un vero e proprio quartiere che produce con una posizione logistica di assoluto rilievo, a pochi minuti dall’aeroporto, sulla direttrice per lo scalo marittimo di Porto Torres, a due passi dalla città.

«L’intervento pubblico è stato di circa sei milioni di euro – evidenzia Cattogno – e ha attirato investimenti privati per oltre il doppio. Un meccanismo corretto nella sinergia fra pubblico e privato».

I diciotto lotti disponibili sono stati tutti occupati da altrettante aziende dei settori commerciale e artigiano. Un centinaio circa i posti di lavoro con punte più alte nel momento in cui si attiva la stagionalità. Ma dal comparto produttivo e da quello mercantile giungono nuovi segni di vivacità.

«Sì, abbiamo richieste per nuovi insediamenti – conferma il presidente del Consorzio – alle quali in questo momento non possiamo dare risposte perché i lotti sono esauriti, c’è quindi l’esigenza di nuove disponibilità».

A Ungias si sono insediate attività nel settore della produzione per le costruzioni, carrozzieri (ben cinque), officine meccaniche, un oleificio, un panificio, produzioni di servizi antincendio, commercio all’ingrosso di vini, falegnameria, nautica, una società di autonoleggio, una fabbrica che costruisce tavole per il surf, c’è il deposito dei mezzi della Ciclat, la società che gestisce il servizi di nettezza urbana, tanto per citare alcuni degli insediamenti. « Stiamo aspettando con ansia che si concretizzi il progetto della circonvallazione – aggiunge Carmine Cattogno – e auspichiamo una bretella di collegamento alla nostra zona, due interventi che favorirebbero ulteriormente l’intero insediamento».

Il trasferimento di molte attività artigianali a Ungias ha giovato anche alla città sotto l’aspetto ambientale e dell’immagine complessiva. Si era pensato anche di creare nell’area una sorta di terminal per Tir e camion di grosse dimensioni, e trasferire successivamente le merci da distribuire in città con mezzi più piccoli e meno invasivi dell’area urbana. «Un’idea è sempre praticabile», sottolinea Cattogno .

Ma per quanto efficiente l’area del Pip è carente di insediamenti di tipo ordinario: una trattoria che potrebbe fungere anche da mensa per il personale impegnato a Ungias, un bar, tabacchi, giornali, quelle attività di servizio che potrebbero dare a un quartiere dedito interamente alla produzione un po di confort che sarebbe indubbiamente gradito. Oltre a creare anche una forma di autonomia su servizi di abituale riferimento giornaliero.



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