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Alghero

Nel palazzo civico la Casa delle arti

L’ex Circolo dei marinai lascerà il posto al progetto dello stilista Antonio Marras

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ALGHERO. L’ex Circolo dei marinai di piazza Civica e l’ex Circolo dei combattenti e reduci di vicolo Serra, entrambi nel palazzo comunale di via Columbano, ospiteranno la “Casa delle arti”. Il progetto da quasi mezzo milione di euro, finanziabile interamente dalla Regione nell’ambito della Strategia per una società inclusiva della Programmazione unitaria 2014-2020 è del Comune di Alghero. La firma sull’operazione sarà prestigiosissima: Antonio Marras. «I due locali diventeranno sede di un laboratorio permanente, un luogo d’incontro, una vetrina aggiornata e dinamica per l’arte e le “industrie creative” e, allo stesso tempo, un luogo di ritrovo per i cittadini, un punto importante di riferimento, di formazione e inclusione per le fasce deboli, nonché un’attrazione per i turisti, al fine di creare una unione tra i luoghi della cultura, delle arti e della formazione creativa con quelli delle istituzioni», come recita il progetto, che parla di «un originalissimo luogo di incontro ricavato in una struttura che pareva ormai destinata al più desolante abbandono». Il dialogo avviato con lo stilista algherese si concentra sulla visione di «Alghero come una città inclusiva, una città che accoglie, ospita e chiede di sostare, vivere e rimanere». Ecco perché «Antonio Marras, come anche Paolo Fresu, in collaborazione con gli artisti locali, nazionali e internazionali, gli studenti, le istituzioni e con i cittadini, collaboreranno a questo nuovo progetto creativo per fare sì che gli operatori economici interessati a insediarsi possano trovare supporto, sostegno e idee per sviluppare le attività laboratoriali artigianali, musicali, teatrali e cinematografiche, nell’ottica di creare contaminazioni e collaborazioni continue e rispondere alle esigenze di integrazione e coesione sociale, nonché di competitività imprenditoriale». Il Comune conta di concludere la progettazione nel maggio del prossimo anno e di affidare i lavori entro marzo 2020. L’inizio dei lavori è previsto per il 30 aprile di quello stesso anno per finire cinque mesi dopo: il 30 settembre. (g.m.s.)

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