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Alghero

Delibera antifascista: «Era di facciata»

Il centrodestra difende la revoca del provvedimento «nel rispetto della Costituzione»

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ALGHERO. «Quell’aberrazione giuridica dichiarava tutti fascisti fino a “dichiarazione contraria”». Attaccata da opposizione e Anpi, che chiama tutti alla mobilitazione, la maggioranza di via Columbano difende la delibera con cui la giunta Conoci ha revocato quella dell’allora giunta Bruno per imporre l’autocertificazione di adesione ai valori antifascisti a chiunque richiedesse l’uso del suolo pubblico. «Nella nostra città i principi democratici sono ampiamente garantiti e non certo da quella delibera demagogica e irrispettosa, ma ben più saldamente e concretamente dalla Costituzione e dall’ordinamento dello Stato italiano», scrivono i capigruppo del centrodestra. Per Nunzio Camerada di Forza Italia, Christian Mulas di Fratelli d’Italia, Monica Pulina del Gruppo misto, Nina Ansini dell’Udc, Alberto Bamonti dei Riformatori, Maurizio Pirisi di Noi con Alghero e Roberto Trova del Psd’Az quella licenziata l’anno scorso dal centrosinistra era «una delibera di facciata e di propaganda», che la giunta Bruno aveva partorito perché era «alla continua ricerca di visibilità, sostituendosi addirittura alla Costituzione e alle altre leggi dello Stato». Secondo la maggioranza consiliare «tutti hanno diritto agli spazi pubblici nel rispetto delle leggi, senza che questo diritto subisca compressioni o inutili e mortificanti appesantimenti», sottolineano i capigruppo. «Quella delibera dichiarava di fatto tutti fascisti sino a “dichiarazione contraria” – insistono – una vera aberrazione giuridica, una offesa verso i diritti costituzionalmente garantiti». Al contrario, «la delibera della giunta Conoci spiega che quei principi sono ampiamente garantiti dalla legge» e che dunque non c’è «nessun atto antidemocratico né alcun attacco alla Costituzione, ma il suo rispetto “abbandonato” con l’adozione di quella delibera». La presa di posizione dei capigruppo non mancherà di suscitare ulteriori discussioni, anche perché nel frattempo monta il fronte di chi critica il provvedimento assunto dall’esecutivo cittadino e aderisce all’ipotesi di mobilitazione promossa da Anpi Alghero. «Proponiamo un’assemblea pubblica in piazza del Municipio, aperta a tutte le realtà associative, ai movimenti, ai partiti e ai cittadini democratici e antifascisti – scrive il collettivo Alghero Antifascista – che si riconoscono nei principi della Costituzione nata dalla Resistenza». (g.m.s.)

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