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Panchine lungo i viali per i visitatori più anziani

ALGHERO. Nei secoli fedele. All’Arma, che ha servito per una vita senza considerarlo mai un lavoro ma una missione. E a sua moglie, che è morta da trentun anni. Tanto che sino a qualche tempo fa è...

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ALGHERO. Nei secoli fedele. All’Arma, che ha servito per una vita senza considerarlo mai un lavoro ma una missione. E a sua moglie, che è morta da trentun anni. Tanto che sino a qualche tempo fa è andato a trovarla al cimitero tutti i giorni. Ora che gli anni sono tanti e si portano con sé qualche acciacco fisiologico, ha diradato gli appuntamenti con la donna della sua vita. Ma siccome la fedeltà e il rispetto dei propri doveri sono i punti cardinali che hanno sempre orientato la sua esistenza, lui a quel rituale incontro d’amore non vorrebbe rinunciare e si appella al sindaco Mario Conoci, e all’amministrazione comunale. «Perché non posizionare delle panchine all’interno del camposanto, per consentire ai visitatori di potersi riposare un po’ lungo il tragitto verso i propri cari?», è la domanda che rivolge a Porta Terra il militare in congedo Mario Andrea Casule, 88 anni, di Alghero. In realtà quella domanda l’aveva rivolta già all’allora amministrazione Bruno, ma da quando si è rivolto al primo cittadino sino alla sua sconfitta elettorale non c’è stato il tempo di ottenere soddisfazione a una richiesta formulata non a titolo personale «ma nell’interesse di tutti quelli che come me frequentano abitualmente il cimitero». «Ora che son vecchietto ci vado di meno perché per me è molto faticoso», ammette, confermando che se il fisico gli sta dando qualche noia la testa funziona ancora benissimo. «Purtroppo mi è capitato anche di aver avuto bisogno dell’aiuto di qualcuno – prosegue Casule – oppure che mi sia dovuto appoggiare a un albero per rifiatare». Ha chiesto che vengano messe delle panchine, per consentire a tutti di riposare un po’ mentre ci si avvia a quel momento di intimo raccoglimento. «Mi è stato detto che non sono ancora state messe perché ci deve essere il via libera della Soprintendenza», rivela, anche se delle proprie parole sembra più sorpreso del suo interlocutore. Fiato corto e passo incerto, ma grinta il carabiniere Casule ne ha da vendere. «Ma che società è questa che non aiuta i bambini e gli anziani?», è la domanda, retorica, che rivolge a chiunque voglia prendersi la briga di dargli una risposta. (g.m.s.)

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