No alla 4 corsie, Alghero insorge: «Pressing su Conte»

L’appello: «Solo il premier potrebbe ribaltare il parere» Foddai (Uil): «Ora basta con i no che inficiano lo sviluppo»

ALGHERO. Nella Riviera del Corallo monta la protesta per lo stop ministeriale al completamento della Sassari Alghero. Ad intervenire in prima battuta è l’ex sindaco Mario Bruno, per il quale si tratta di una sorta di dejavù. Cinque anni fa, quando indossava la fascia tricolore, si era ritrovato davanti la medesima bocciatura. «Sulla quattro corsie – dice – serve una nuova mobilitazione popolare e istituzionale. Questa volta, però, unitaria: nessuno si tiri indietro, come in passato. Qui c’è in gioco lo sviluppo del nostro territorio e nessuno può permettersi di non usare il buon senso e di utilizzare invece pretesti come i dati di traffico insufficienti, già smentiti dall’Anas, o il Ppr, entrato in vigore successivamente alla progettazione della Alghero-Sassari, come la stessa Regione e perfino il Ministero delle Infrastrutture e lo stesso Mibact, non più tardi di un anno fa, hanno ribadito». E prosegue: «Quella strozzatura a 3.5 km da Alghero è ridicola, è uno scandalo. Se il sindaco di Alghero ha deciso di uscire dal silenzio, alzando la voce per difendere questo territorio, noi ci saremo. Come ci siamo stati in passato, fino alle rassicurazioni formali di Ministri della Repubblica, in campagna elettorale. Tutti ricordiamo le foto di Salvini con il cartello “la 4 corsie si farà” ed è a tutti noto che il 5 luglio 2019, data del parere Via negativo, Salvini era ancora saldamente in sella, prima del mojito ferragostano. Pertanto, nessuno, tanto meno il sindaco Conoci, alleato della Lega, finora silente, può permettersi di buttarla in politica. Il parere ultimo del Mibact è in linea con quello della Commissione Via esitato il 5 luglio scorso: la strada statale Sassari-Alghero dovrà – secondo loro – proseguire a due corsie. Nessuna novità, purtroppo. E tutti sappiamo che l’Anas, a due corsie, per motivi di sicurezza, non la progetterà mai. L’unica speranza è Giuseppe Conte: solo il Consiglio dei Ministri, avocando a sé la decisione, può ribaltare il parere della Commissione Via. Ma non è facile: è stato fatto una volta per la Civitavecchia-Orte. Una sola raccomandazione: facciamo il ricorso al Tar, ma pronti a ritirarlo se dovessero arrivare atti significativi dal presidente Conte e dal Cipe , altrimenti sarebbe solo un allungare all’infinito tempi già scaduti».

Anche il sindacato è pronto a dare battaglia. «Come Uil edili – dice il segretario Marco Foddai – abbiamo denunciato più volte i rischi che questa strada si aggiungesse al lungo elenco delle opere incompiute della nostra Regione. Avevamo ragione ad essere pessimisti, una volta si bloccano per “galline prataiole” che nessuno ha mai visto, un’altra volta si bloccano per “muretti a secco” dal valore inestimabile, altre ancora si bloccano per “esigenze “paesaggistiche ed ambientali”. E ora di dire basta ai No. Rivolgiamo un appello al sindaco di Alghero Conoci, all’assessore regionale ai Lavori pubblici Roberto Frongia e al presidente della giunta regionale Cristian Solinas perché si adoperino con il presidente del Consiglio Conte affinché tutti i soggetti coinvolti trovino soluzioni condivise per dare al Nord Ovest della Sardegna questa importante infrastruttura attesa da troppi anni».

Contrariato anche l’ex sindaco forzista di Alghero Marco Tedde: «Basta col gioco dell'oca, è un'infrastruttura indispensabile per la crescita socio-economica del territorio. Occorre un'azione politica unitaria e ampia – propone – col coinvolgimento di parlamentari sardi, consiglieri regionali e forze politiche».

Per il centrosinistra parla il consigliere comunale Pietro Sartore (Per Alghero). «In luglio sollecitammo il sindaco Conoci ad alzare la voce e porsi a capo di una protesta forte, ma rispose che preferiva lavorare in silenzio e che la situazione era sotto controllo. Attendiamo di capire se vorrà finalmente far sentire la posizione di Alghero – conclude Sartore – o se proseguirà con questo silenzio ogni giorno più assordante». (cr.sas.)

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