lungomare dante
Caval Marì sotto tiro, divelte le ringhiere
ALGHERO. Non c’è pace per il Caval Marì. I giorni scorsi le ringhiere di protezione dello storico locale del lungomare Dante sono state abbattute. Dovrebbe trattarsi con molta probabilità di un atto...
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ALGHERO. Non c’è pace per il Caval Marì. I giorni scorsi le ringhiere di protezione dello storico locale del lungomare Dante sono state abbattute. Dovrebbe trattarsi con molta probabilità di un atto vandalico. In passato, più volte i vandali erano penetrati all’interno della vecchia struttura sul mare in disuso da anni, provocando ingenti danni all’interno. Ora, senza le ringhiere, sarà ancora più semplice accedere ai locali.
A novembre l’amministrazione aveva annunciato nuova vita per il Caval Marì. «La struttura è inutilizzata e abbandonata al più completo degrado – aveva detto il Comune – ed è l’esempio più eclatante delle mancate opportunità della città».
Il sindaco Mario Conoci, l’assessora del Demanio e del Patrimonio, Giovanna Caria, l’assessore del Turismo, Marco Di Gangi, e il dirigente del competente settore dell’amministrazione, l’ingegnere Michele Fois, erano anche stati sul posto per prendere coscienza della reale situazione di uno sfacelo che a chi arriva da fuori Alghero sembra semplicemente incredibile. «Serve un’inversione di rotta», aveva detto Conoci, annunciando l’avvio dell’iter per «l’individuazione della migliore soluzione per il recupero e la messa in attività dei locali».
A novembre l’amministrazione aveva annunciato nuova vita per il Caval Marì. «La struttura è inutilizzata e abbandonata al più completo degrado – aveva detto il Comune – ed è l’esempio più eclatante delle mancate opportunità della città».
Il sindaco Mario Conoci, l’assessora del Demanio e del Patrimonio, Giovanna Caria, l’assessore del Turismo, Marco Di Gangi, e il dirigente del competente settore dell’amministrazione, l’ingegnere Michele Fois, erano anche stati sul posto per prendere coscienza della reale situazione di uno sfacelo che a chi arriva da fuori Alghero sembra semplicemente incredibile. «Serve un’inversione di rotta», aveva detto Conoci, annunciando l’avvio dell’iter per «l’individuazione della migliore soluzione per il recupero e la messa in attività dei locali».
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