L’omicidio di Alberto rito abbreviato per l’amico
di Nadia Cossu
Il 19enne Lukas Saba comparirà la prossima settimana davanti al giudice Il giovane si era difeso: «Giocavamo a puntarci la pistola, è stata una disgrazia»
2 MINUTI DI LETTURA
ALGHERO. Affronterà il processo con il rito abbreviato Lukas Saba, il 19enne accusato dell’omicidio dell’amico e coetaneo Alberto Melone avvenuto il 5 aprile dell’anno scorso ad Alghero. Il processo comincerà la prossima settimana. Nel frattempo il giovane, che è assistito dall’avvocato Gabriele Satta, è stato scarcerato e si trova in una comunità. Quella sera di aprile Lukas, Alberto e altri due amici erano andati via dal bar dei genitori della vittima e, prima di uscire per l’inaugurazione di un noto locale estivo, avevano deciso di intrattenersi nel monolocale che l’imputato utilizzava come punto d’appoggio quando usciva con gli amici. E si trovava lì anche nelle ore immediatamente successive alla tragedia, quando venne prelevato e accompagnato nella caserma dei carabinieri di Alghero per essere perquisito e poi interrogato. Il giovane aveva spiegato agli inquirenti che si era trattato di un tragico incidente. «Eravamo seduti intorno al tavolo della cucina e stavamo bevendo», aveva detto. «Stavamo giocando a puntarci la pistola, poi è partito il colpo, ma io pensavo che fosse scarica», è stata la sua versione, che nonostante le conferme degli altri due ragazzi presenti al momento del delitto non è servita a evitargli il carcere.
Il proiettile esploso dalla Derringer calibro 22 che Lukas aveva sottratto al padre era partito da mezzo metro di distanza con una traiettoria dall’alto verso il basso. Il colpo aveva perforato lo sterno, la trachea e l’esofago della vittima e si era fermato nell’aorta dopo aver provocato un gravissimo trauma emorragico a livello esofageo.
La morte di Alberto Melone aveva scosso la città, tanti amici e conoscenti erano rimasti colpiti da una tragedia che aveva coinvolto – in parti diverse – due giovani ragazzi. Qualche giorno dopo l Marieke, la madre di Lukas Saba si era fatta forza ed era andata a casa dei genitori della vittima dove aveva incontrato la madre di Alberto. Le due donne avevano parlato. Marieke aveva chiesto scusa per conto di suo figlio, che prima nel carcere sassarese di Bancali e poi ai domicliari non aveva saputo darsi pace per quello che aveva fatto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il proiettile esploso dalla Derringer calibro 22 che Lukas aveva sottratto al padre era partito da mezzo metro di distanza con una traiettoria dall’alto verso il basso. Il colpo aveva perforato lo sterno, la trachea e l’esofago della vittima e si era fermato nell’aorta dopo aver provocato un gravissimo trauma emorragico a livello esofageo.
La morte di Alberto Melone aveva scosso la città, tanti amici e conoscenti erano rimasti colpiti da una tragedia che aveva coinvolto – in parti diverse – due giovani ragazzi. Qualche giorno dopo l Marieke, la madre di Lukas Saba si era fatta forza ed era andata a casa dei genitori della vittima dove aveva incontrato la madre di Alberto. Le due donne avevano parlato. Marieke aveva chiesto scusa per conto di suo figlio, che prima nel carcere sassarese di Bancali e poi ai domicliari non aveva saputo darsi pace per quello che aveva fatto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
