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Marina Sechi racconta la storia di Alghero partendo dalla tremenda estate del colera

Marina Sechi racconta la storia di Alghero partendo dalla tremenda estate del colera

Una ricerca scientifica di grande pregio ed interesse storico culturale che racconta Alghero partendo dall'epidemia di colera del 1855. Marina Sechi Nuvole, geografa e ordinaria di geografia e...

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Una ricerca scientifica di grande pregio ed interesse storico culturale che racconta Alghero partendo dall'epidemia di colera del 1855. Marina Sechi Nuvole, geografa e ordinaria di geografia e letteratura di viaggio presso l'Uniss, ha presentato ieri i suoi tre volumi “L’estate del colera. Un modello di geografia storico-sociale: l’invasione del morbo ad Alghero nel 1855 tra prevenzione, governance locale e solidarietà”. Alla serata tenutasi nei locali della biblioteca comunale “Rafael Sari” sono intervenuti don Paolo Secchi direttore dell’Ufficio Beni culturali - Diocesi di Alghero-Bosa, Giovannino Massarelli, professore emerito di Anatomia patologica - Università di Sassari, Carlo Sechi, direttore dell’Obra Cultural de l’Alguer. L'incontro, moderato dall'editore Salvatore Izza, è stato arricchito dalle armonie del pianista Valentino Cubeddu. «Il libro, composto da tre tomi di circa 400 pagine cadauno, è indubbiamente una pubblicazione scientifica innovativa e stimolante - ha annunciato Salvatore Izza nella sua introduzione - ricchissima di fonti inedite archivistiche, registri, verbali del consiglio comunale e di quello delegato, manifesti, lettere inviate dall’amministrazione civica ai privati e da questi alla Municipalità, testamenti e inventari, che offrono al lettore una interpretazione articolata su»". Una ricerca iniziata per caso a seguito di un seminario di geografia medica del 2010 al quale partecipò l'autrice. «Il colera è un pretesto per raccontare la società del tempo - spiega Marina Sechi Nuvole - una città che conta 8716 residenti e che per via del morbo perde oltre 599 abitanti, il 7% della forza lavoro. I tre mesi di epidemia raccontano ad ogni modo una realtà importante: la città nei momenti di difficoltà da sempre il meglio di sé». I volumi spiegano tra dati, documenti e testimonianze l'affermazione dell'autrice. Attraverso la malattia sono stati affrontati soprattutto gli aspetti epidemiologici, la prevenzione, il contagio, l’evoluzione dell’epidemia, la prescrizione dei medicinali ed i medicamenti, i risvolti economici e sociali, la solidarietà, senza tralasciare i numerosi scritti e rogiti sia segreti che pubblici. Nel 1855 il sindaco Giovanni Battista Garibaldi è un medico illuminato ma non sempre viene compreso dai suoi abitanti. Alghero è provincia, conta 1778 famiglie, il suo vescovo Arduino non appena scopre che il morbo ha iniziato a diffondersi in città, torna per occuparsi dei suoi fedeli. Attorno ai due personaggi dell'epoca ci sono famiglie che hanno fatto la storia della città. (Erika Pirina)

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