A 90 anni batte il Comune di Alghero e si tiene le scuderie regie

Salvatore Deriu aveva avuto il terreno in uso dopo lo scioglimento dell’Ippo Club. L’amministrazione lo ha trascinato in tribunale ma avuto torto da cinque giudici 

ALGHERO. Una battaglia legale lunga più di sei anni e decine di udienze davanti a giudici civili, penali e amministrativi non sono riusciti a disarcionarlo, nonostante le sue novanta primavere.

Salvatore Deriu, l’anziano allevatore di cavalli che aveva sfidato il Comune di Alghero per la proprietà delle vecchie scuderie regie di Maria Pia, ha saputo tenere con forza le briglie e restare in sella ben saldo, forte delle sue ragioni.


Ora dopo la quinta sentenza a suo favore sta addirittura pensando di passare al contrattacco, proponendo lui un’azione risarcitoria contro l’amministrazione per le infiltrazioni dal tetto degli edifici comunali che si trovano sopra quelle che a questo punto – sentenze alla mano – sono le sue scuderie.

L’ultima sentenza a suo favore è di pochi giorni fa, quando il collegio della Corte d’Appello (presieduto da Maria Teresa Spanu) ha ritenuta infondata la tesi prospettata dall’amministrazione guidata all’epoca da Mario Bruno e ha riconosciuto ancora una volta all’anziano allevatore l’assoluta titolarità di quanto posseduto da oltre cinquant’anni. Deriu era entrato in possesso delle scuderie regie nel 1968, quando si sciolse l’associazione Ippo Club Alghero della quale facevano parte numerose famiglie algheresi. La battaglia legale era iniziata nel 2014 quando il Comune aveva tentato tramite un’ordinanza di spossessare il nonnino che pur “assediato” da tre agenti della polizia locale, due carabinieri e sei vigili del fuoco si barricò in casa e non volle sentire ragione di abbandonare quella che da una vita considera la sua proprietà. Il Comune gli aveva imposto un provvedimento di sgombero immediato sostenuto dalla precarietà strutturale dell’edificio. Condizione che Salvatore Deriu, sempre difeso dall’avvocato algherese Stefano Carboni, aveva contestato con relazioni tecniche proprio dei vigili del fuoco, che gli avevano consentito di vincere la causa al Tar di Cagliari al quale si era rivolto dopo il provvedimento comunale.

Poi la battaglia si era spostata nelle aule civili. E già in primo grado il tribunale aveva riconosciuto il titolo acquisito da Deriu in relazione a un locale di 150 metri quadri circa, utilizzato dal nonnino come abitazione, con annesso deposito e autorimessa. L’immobile si trova nello spazio antistante i campi da tennis di Maria Pia. Ora anche i giudici di secondo grado hanno confermato che fanno parte del bene usucapito anche le scuderie con locali accessori per complessivi 292 metri quadri. E ancora: un corpo di fabbrica di circa 37 metri quadri e un cortile esterno di altri 330 metri quadri e un lotto di terreno delimitato da recinzione, adibito a galoppatoio, della superficie di poco inferiore ai 3.500 metri quadri. Il nonnino a questo punto si dice pronto a cedere al Comune i beni di indubbio valore storico in cambio però di un altra casa. «È stato un vero e proprio slalom tra mille ostacoli – commenta Deriu – dopo cinque cause dovrei, a 90 anni, avere anche il diritto di conseguire una laurea per titoli conseguiti sul campo, essendo stato ingiustamente perseguitato per 6 anni. Io che, fino a 83 anni, non avevo mai preso neppure una contravvenzione».

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