Alghero e Ozieri unite per potenziare gli ospedali
di Barbara Mastino
Emergenza Covid, via libera dell’Ats per i primi posti nelle terapie semi intensive Il centrosinistra attacca la maggioranza. Il presidente Pais: inutili le polemiche
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ALGHERO. È cosa fatta l’attivazione delle terapie semi intensive ad Alghero e Ozieri, stabilita dalla delibera commissariale dell’Ats di riordino della rete sanitaria per l’emergenza Covid che dà il via libera nei due ospedali rispettivamente a sei e quattro posti letto, in aggiunta ai cinque attivati a Olbia. Le strutture sono da oggi inserite tra quelle di supporto agli ospedali non Covid e potranno gestire le emergenze territoriali che necessitano di cure semi intensive.
L’accreditamento è temporaneo, valido solo per il periodo dell’emergenza, ma costituisce un importante passo avanti, un banco di prova, per quello che è il traguardo che entrambi gli ospedali perseguono da tempo: un accreditamento definitivo, del quale però si potrà iniziare a parlare solo a emergenza finita.
Ad Alghero la sede di terapia intensiva è attrezzata dal 2017, ma la sua attivazione, seppure prevista dal precedente riordino della rete sanitaria, non era mai diventata realtà. A Ozieri, invece, c’erano sì tutti i presupposti e le ipotesi sulla carta, nonché gli spazi, ma un grosso contributo alla decisione di una attivazione immediata è stato dato dal territorio, che in questi giorni di emergenza ha attrezzato il reparto nel giro di una decina di giorni grazie a numerose donazioni e a due imponenti raccolte fondi, una della Onlus Possibilmente e una da Unione dei Comuni del Logudoro e Comunità Montana del Goceano, che insieme hanno raccolto sinora più di 170 mila euro, utilizzati per l’acquisto di macchinari e presidi che hanno accresciuto di parecchio la dotazione fornita dall’Ats. Il tutto mentre anche il personale veniva preparato all’eventualità e si era trovato a gestire delle emergenze. E proprio all’attivismo bipartisan di Ozieri, «che si batte come un leone per aprire un reparto fondamentale» guarda ora la minoranza consiliare algherese, che in una dura nota punta il dito contro la politica locale che non ha lottato per l’attivazione della semi intensiva, dove ancora manca il personale, così come ha lasciato che si chiudessero le sale operatorie del Civile e del Marino.
Ma di contrapposizione tra i due poli sanitari non vuole sentir parlare il presidente del consiglio regionale Michele Pais, che (come fa da Ozieri il consigliere Nico Mundula) parla di percorsi che «stanno procedendo parallelamente» sia nell’attivazione temporanea sia nella richiesta del futuro accreditamento stabile, in un «lavoro congiunto per garantire dignità di cura e assistenza di qualità nei due territori e nell’intera provincia di Sassari».
L’accreditamento è temporaneo, valido solo per il periodo dell’emergenza, ma costituisce un importante passo avanti, un banco di prova, per quello che è il traguardo che entrambi gli ospedali perseguono da tempo: un accreditamento definitivo, del quale però si potrà iniziare a parlare solo a emergenza finita.
Ad Alghero la sede di terapia intensiva è attrezzata dal 2017, ma la sua attivazione, seppure prevista dal precedente riordino della rete sanitaria, non era mai diventata realtà. A Ozieri, invece, c’erano sì tutti i presupposti e le ipotesi sulla carta, nonché gli spazi, ma un grosso contributo alla decisione di una attivazione immediata è stato dato dal territorio, che in questi giorni di emergenza ha attrezzato il reparto nel giro di una decina di giorni grazie a numerose donazioni e a due imponenti raccolte fondi, una della Onlus Possibilmente e una da Unione dei Comuni del Logudoro e Comunità Montana del Goceano, che insieme hanno raccolto sinora più di 170 mila euro, utilizzati per l’acquisto di macchinari e presidi che hanno accresciuto di parecchio la dotazione fornita dall’Ats. Il tutto mentre anche il personale veniva preparato all’eventualità e si era trovato a gestire delle emergenze. E proprio all’attivismo bipartisan di Ozieri, «che si batte come un leone per aprire un reparto fondamentale» guarda ora la minoranza consiliare algherese, che in una dura nota punta il dito contro la politica locale che non ha lottato per l’attivazione della semi intensiva, dove ancora manca il personale, così come ha lasciato che si chiudessero le sale operatorie del Civile e del Marino.
Ma di contrapposizione tra i due poli sanitari non vuole sentir parlare il presidente del consiglio regionale Michele Pais, che (come fa da Ozieri il consigliere Nico Mundula) parla di percorsi che «stanno procedendo parallelamente» sia nell’attivazione temporanea sia nella richiesta del futuro accreditamento stabile, in un «lavoro congiunto per garantire dignità di cura e assistenza di qualità nei due territori e nell’intera provincia di Sassari».
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