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Alghero, il Tar: Cuccureddu può restare a Maria Pia

di Roberto Sanna
Alghero, il Tar: Cuccureddu può restare a Maria Pia

Il campione algherese vince la partita per la gestione del centro sportivo. «Assurdo arrivare a questo punto per un errore formale contestato dopo mesi»

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ALGHERO. Il Tar ha dato ragione ad Antonello Cuccureddu: la gestione dei campi di Maria Pia, dove ha insediato la sua scuola calcio, ritorna a lui. Ed è l’ennesima puntata di una vicenda che ha ancora pendente uno strascico davanti al giudice penale, con lo stesso Cuccureddu che è stato rinviato a giudizio insieme ad altre tre persone (Efisio Balbina, Mirko Calisai e Andrea Corona) dopo un’indagine sulla gara di assegnazione svolta nel 2016.

Antonello Cuccureddu, uno dei più grandi calciatori espressi dalla Sardegna e nome glorioso nella galleria dei campioni della Juventus, lo scorso febbraio si era rivolto al Tar dopo che il Comune aveva annullato la gara di aggiudicazione e proclamando vincitrice la Ssd Nettuno. Annullamento arrivato a distanza di oltre sei mesi dalla gara e motivato con un errore nella presentazione del codice che certifica il possesso dei requisiti richiesti al momento di affidare strutture e stipulare contratti pubblici. La “Cuccureddu 1969” nella primavera dello scorso anno aveva presentato un’offerta giudicata la migliore , a dicembre però era scattata la revoca della concessione. Secondo il Comune, la “Cuccureddu 1969” aveva caricato un codice relativo alla prima gara, che era andata deserta, errore ritenuto non sanabile. I legali di Antonello Cuccureddu si erano invece rivolti al Tar sostenendo che si trattava di un semplice errore formale e ieri è arrivata la sentenza che rimette l’impianto di Maria Pia nella disponibilità del campione algherese: «Sono felice di questa sentenza, ma continuo a pensare che sia stata un’assurdità dover arrivare a questo punto – ha commentato Antonello Cuccureddu –. Questa storia è veramente tormentata, sono entrato in questo campo nel 2016 e ho speso soldi miei per rimetterlo a posto, senza chiedere niente a nessuno, forse la gente non era abituata a questo. Non so se dò fastidio, spero di no perché ad Alghero ci sono molte persone intelligenti. E non capisco perché ci sia stato contestato un semplice codice dopo tanto tempo, io la gara l’avevo non vinta ma stravinta. E sei mesi dopo mi dicono che c’erano delle irregolarità». Nella sua scuola calcio Cuccureddu fa giocare e divertire un centinaio di giovani, ma adesso è ovviamente tutto fermo: «I ragazzi mi chiamano e non so cosa rispondere, spero che tutto si sblocchi. Chiaro che la prima cosa è la salute, il nostro è uno sport di contatto, quindi bisogna andarci cauti. Vedo che le altre nazioni stanno riprendendo, io credo che anche la nostra Serie A, dovessero esserci le condizioni, a fine giugno potrebbe ripartire. Non è un problema di clima, in estate abbiamo sempre giocato e sarebbe anche senza pubblico, ma serve il via libera degli esperti».

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