Aeroporto di Alghero al palo: insorge il Nord-ovest dell'isola

Ma sui motivi che hanno tenuto lo scalo ancora chiuso scatta il rimpallo fra chi difende la Regione e chi il Governo nazionale

ALGHERO. Ad Alghero gli aerei restano a terra. Né il provvedimento del Ministero dei Trasporti, né quello del presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, contemplano l'aeroporto internazionale «Riviera del corallo» tra gli scali per cui è prevista la riapertura dal 21 maggio. Sulle ragioni di tale decisione si scatena la bagarre politica, anche e soprattutto perché i provvedimenti adottati a livello ministeriale e a livello regionale diversificano l'immediato destino dello scalo di Alghero rispetto all'aeroporto internazionale «Costa Smeralda» di Olbia, per il quale al contrario è prevista la riapertura, anche se solo per i voli privati e a determinate condizioni ancora da stabilirsi.

E c'è subito un rimpallo di accuse: c'è chi mette sul banco degli imputati il governo nazionale, chi la Regione. «Che gli scali aeroportuali sardi autorizzati alla riapertura al traffico aereo siano solo Cagliari e Olbia _ attacca il presidente del consiglio regionale Michele Pais (Lega) - l'hanno disposto i Ministeri dei Trasporti e della Salute per decreto, unilateralmente e senza confrontarsi con la Regione Sardegna».

Una difesa rispetto al fatto che nel Nord Ovest Sardegna sta montando la protesta nei confronti del presidente della Regione, Christian Solinas, per la mancata riapertura di Alghero. «La responsabilità di non aver concesso la riapertura anche dell'aeroporto di Alghero ricade interamente sul governo - insiste Pais - per assenza di un confronto con la nostra Regione, fatto grave e lesivo della nostra autonomia».

La pensa allo stesso modo il sindaco della città catalana, Mario Conoci, che guida una giunta dello stesso colore politico i quello regionale. «Il governo discrimina la città e il territorio - sbotta - qui siamo in ginocchio e c'è necessità che le misure di apertura siano uguali per tutti». Conoci chiede quindi ai Ministeri competenti di «rivedere la decisione e ascoltare la richiesta dell'intero Nord Ovest Sardegna, disponendo la riapertura anche dell'aeroporto di Alghero».

«Una esclusione inspiegabile - attacca - discrimina fortemente i residenti e il territorio, la cui vita sociale ed economia dipendono in modo determinate dai trasporti, fondamentali per la programmazione delle attività turistiche e per una vera ripresa dalla nostra comunità».

Della vicenda fornisce tutt'altra lettura Gavino Manca, deputato sassarese del Partito democratico. «Dopo un lungo pressing, il ministero dei Trasporti ha autorizzato la riapertura di un secondo aeroporto nell'isola, individuando quello di Olbia come il più baricentrico rispetto all'asse tra Sassari e Nuoro», spiega il parlamentare dem. «È una scelta temporanea, che va incontro alle esigenze di chi deve spostarsi oltre Tirreno per motivi di lavoro o per necessità. Ora - annuncia - si sta lavorando affinché nelle prossime due settimane si arrivi anche alla riapertura dell'aeroporto di Alghero».

«Piuttosto _ accusa Manca _, troviamo incredibile che, nonostante in Gallura l'indice RT non sia calcolabile, il presidente della Regione abbia imposto all'aeroporto di Olbia protocolli di sicurezza più stringenti rispetto a quelli adottati a Cagliari. Se i cittadini del Sassarese e della Gallura sono così pericolosi, perché li si fa partire tranquillamente da Elmas senza ulteriori controlli?«, chiede provocatoriamente il deputato del Pd prima di definire «inaccettabile l'ennesimo scaricabarile attivato dalla maggioranza di centrodestra in Regione per giustificare la scelta di Olbia, ma i cittadini sono stanchi di questo modo di fare politica». (ANSA).

 

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