Tedde: «Test, Solinas aveva ragione»

L’ex sindaco: coi sierologici subito allo sbarco l’isola ora sarebbe in zona bianca

ALGHERO. «Tutti i nodi vengono al pettine: se a maggio dello scorso anno il Governo avesse consentito a Solinas di chiedere ai turisti arrivati in Sardegna di fare il test sierologico, così come accade a quelli che sbarcano in Corsica, oggi la Sardegna sarebbe zona bianca, e tutte le attività economiche sarebbero state aperte, con gli unici obblighi relativi all’uso della mascherina e del distanziamento sociale». Così l’ex sindaco di Alghero Marco Tedde commenta le nuove norme in vigore per frenare il Coronavirus.

Tedde ricorda che a maggio, in piena crisi pandemica «il presidente della Regione su indicazione del Comitato tecnico scientifico propose al Governo un provvedimento che prevedeva test sierologici per i turisti che sbarcavano in Sardegna. In mancanza del certificato, i passeggeri avrebbero dovuto sottoporsi a un test entro 24 ore dall’arrivo, con costi ristorati dalla Regione. La stessa misura adottata nel dicembre dello scorso anno in Corsica. A seguito di questa richiesta di buon senso tesa ad adottare filtri che potessero contemperare la tutela della salute con la libertà di movimento, il Governo e i soliti polemisti “un tanto al chilo” aggredirono Solinas uccidendo in culla e senza raziocinio la proposta». «Fino al 5 marzo la Sardegna rimarrà purtroppo in zona gialla,–commenta l’ex sindaco della cittadina catalana – Con pesanti restrizioni per bar, ristoranti, pub, pasticcerie, gelaterie, tavole calde, enoteche, birrerie e servizi di ristoro in generale. Diverso sarebbe stato con l’isola in zona bianca, con rischio epidemiologico basso».

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